Wimbledon si è concluso con la vittoria dell'idolo di casa Murray in campo maschile, ma anche del nostro sorprendente Gianluigi Quinzi in campo juniores.

Le maggiori sorprese sono giunte dalle donne. C'è sempre una prima volta e se quella prima volta si chiama Wimbledon è impossibile dimenticarla. Era il ritratto della felicità Marion Bartoli, 28enne francese che mai aveva vinto uno Slam in carriera, un secondo dopo la storica vittoria in finale, ottenuta contro un'avversaria di tutto rispetto, cioè la mina vagante Sabine Lisicki, 23 anni, che, per la verità, le ha spianato la strada verso il successo con una serie di errori gratuiti assolutamente puerili.





6-1 6-4 è un risultato che non ammette repliche di sorta e Marion Bartoli lo sa. La stessa Lisicki, che a Wimbledon aveva eliminato a sorpresa la nostra Schiavone, la Stosur e soprattutto il Moloch del tennis in gonnella Serena Williams non ha avuto problemi a riconoscere il valore dell'avversaria, scesa in campo con maggiore serenità rispetto alla tennista tedesca, che proprio non è riuscita ad entrare in partita in questa finalissima di Wimbledon 2013.



Marion Bartoli (numero 7 del mondo) è nata a Le Puy-en-Velay il 2 ottobre 1984. Ha già vinto 8 titoli WTA. E' la classica antidiva, con tanto di tic compulsivi in gara. Una ragazza normalissima, non particolarmente dotata sul piano fisico né troppo amata dal pubblico perfino in patria, forse perché ha uno stile di gioco tutto suo, con un movimento al servizio piuttosto macchinoso e la presa bimane, non bellissima da vedere, su entrambi i colpi da fondocampo.





Tutti movimenti che fanno storcere la bocca agli esteti del tennis, che cominciano però a produrre importanti risultati sul campo anche ad altissimi livelli di competitività. La sua famiglia è originaria di Palneca, in Corsica. E dopo la vittoria di Wimbledon Marion Bartoli ha percorso tutto il campo per andare ad abbracciare suo padre (ex allenatore), che sedeva in tribuna. Da notare che Marion Bartoli ha vinto il suo primo Slam dopo ben 47 tentativi: un vero record (Jana Novotna ci riuscì dopo 45 tentativi) e il giusto premio alla sua tenacia. A volte, nello sport e nella vita, basta saper aspettare il momento propizio. Che prima o poi arriva, anche a Wimbledon.