Le tute dei giocatori dei Clippers di Los Angeles giacciono a terra a centro lunetta, mentre gli atleti si riscaldano prima della partita dei playoff contro Golden State. Hanno tutti coperto il logo della squadra tenendo la maglietta ben infilata nei pantaloncini. Poi, al momento di scendere in campo, lo hanno fatto indossando calzini neri e una fascia la polso anche essa di colore nero.
È questa la protesta dei giocatori di Los Angeles contro le parole intercettate del proprietario della squadra, Donald Sterling, riportata da La Repubblica. Come ricorderete, il proprietario dei Clippers era finito nei giorni scorsi nel mezzo di una bufera enorme per delle sue frasi a sfondo chiaramente razzista e discriminatorio, pratica a cui non è nuovo essendo stato protagonista di un precedente simile nel 2009, intercettate da una sua conversazione telefonica con la fidanzata; anch'essa di colore.
Accanto a questa prima protesta simbolica dei giocatori dunque, anche l'Nba ha annununciato che avvierà una indagine su Sterling, dopo le polemiche ovviamente scoppiate in tutto il paese e che hanno visto prese di posizioni importanti come quella di Lebron James, Magic Johnson e addirittura il presidente Obama. Nessuno sembra intenzionato a lasciare correre. Giustamente.