Non c'è ancora l'ufficialità della firma ma Jurgen Van den Broeck è ormai certo del passaggio dalla Lotto Soudal al Team Katusha. Per il corridore belga è una svolta dopo ben nove anni passati con la squadra diretta da Marc Sergeant, nelle sue varie denominazioni (Predictor, Silence, Omega e Lotto), con cui ha raggiunto importanti risultati. Un rapporto che però ultimamente aveva mostrato dei chiari segni di usura.
Van den Broeck in Katusha
La rottura tra il corridore e la squadra belga era ormai cosa nota da tempo, ma ora il quotidiano Het Nieuwsblad è riuscito a decifrare quale sarà il futuro di Van den Broeck.
L'accordo è stato ormai raggiunto con la Katusha, anche se non è ancora stato resoufficiale. Con la squadra russa il corridore belgadiventerà uno dei gregari di Joaquim Rodriguez nelle corse a tappe, ma potrà eventualmente cercare di ritagliarsi anche qualche spazio per sè nel lungo calendario del World Tour. Alla Katusha ritroverà Vietcheslav Ekimov, suo compagno di squadra un decennio fa al debutto nel professionismo ed ora Team manager della squadra russa.
Gli alti e bassi dalla Us Postal alla Lotto
Jurgen Van den Broeck è passato professionista nel 2004 con la Us Postal, nelle ultime stagioni di Lance Armstrong. Nel 2007 è passato alla Predictor Lotto, squadra con cui ha militato, sotto diverse denominazioni, fino alla stagione in corso.
Van den Broeck si è segnalato nel 2008 come ottimo corridore da corse a tappe, raggiungendo il settimo posto al Giro d'Italia. La sua attenzione si è poi spostata principalmente sul Tour de France, chiuso al quarto posto nel 2012 e al quinto nel 2010. Ma quest'ultimo risultato si è poi trasformato anni dopo nel terzo gradino del podio, quando Alberto Contador e successivamente Denis Menchov sono stati cancellati dall'ordine d'arrivo. Nel suo score figurano due solevittorie, una tappa al Giro del Delfinato e il titolo nazionale a cronometro.
Il suo limite maggiore è sempre stato il mantenimento del peso ideale, che ne ha limitato il rendimento in salita. Quest'anno, dopo stagioni costellate di cadute ed infortuni, ha ben figurato soprattutto nelle cronometro, vincendo il titolo nazionale. Al Giro d'Italia ha chiuso al dodicesimo posto in classifica finale.