Dagli Stati Uniti, dove si è riunita la WADA (Agenzia Mondiale Antidoping) arrivano importanti novità. Ben dodici nazioni sono state oggetto di decisioni da parte del massimo organo mondiale in materia di antidoping. La Russia, nell’occhio del ciclone per lo scandalo che ha portato alla sospensione dell’attività internazionale nell’atletica leggera, è solo una delle nazioni sotto la lente d’ingrandimento.

Russia non conforme al codice WADA

Una nuova sanzione per la Russia, dopo la sospensione nell’atletica e il rischio di dover saltare Rio 2016, era inevitabile.

L’Agenzia antidoping della Russia è stata infatti dichiarata non conforme al codice WADA. Ma anche le agenzie di Andorra ed Israele non sono state ritenute conformi al codice 2015. Argentina, Bolivia e Ucraina hanno ricevuto la stessa sanzione per aver usato laboratori non accreditati, un’azione vietata dalle norme antidoping mondiali. Le dichiarazioni di non conformità hanno effetto immediato. Questo comporta che da ora gli atleti di queste nazioni non saranno più controllati dalle agenzie dei rispettivi paesi, ma dalla WADA stessa in collaborazione con le federazioni sportive e le agenzie antidoping degli altri paesi.

Spagna e Francia sotto osservazione

Ma la WADA ha ufficializzato anche altre decisioni molto importanti. Altre sei nazioni sono state poste sotto osservazione. Si tratta di paesi di primissima fascia nel mondo dello sport come Francia, Spagna, Belgio, Grecia, Brasile e Messico. La WADA ha riscontrato delle anomalie nelle procedure antidoping di questi paesi. Entro marzo 2016 Spagna, Francia e le altre nazioni dovranno apportare le modifiche richieste per non incorrere in nuove sanzioni come la sospensione delle rispettive Agenzie antidoping.

Anche il Kenya, altra nazione di cui si è tanto parlato negli ultimi tempi in materia di antidoping, ha ricevuto una richiesta di chiarimenti.

La WADA ha anche annunciato una possibile svolta nel mondo dell’antidoping. Un gruppo di lavoro si insedierà presto e a maggio presenterà un rapporto su un nuovo antidoping interamente in mano alla WADA, con controlli uguali per gli atleti di tutti gli sport e di tutti i paesi, e indipendente dalle singole federazioni sportive.

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