Il weekend dall'1 al 3 aprile ospiterà il Gran Premio del Bahrain, seconda prova del mondiale 2016 di Formula 1. Dopo la scoppiettante partenza in Australia, dove la Mercedes ha piazzato la prima doppietta stagionale con Rosberg e Hamilton davanti al ferrarista Sebastian Vettel, il Circus si trasferirà presso il circuito di Sakhir, dove già si attendono risposte importanti sulla rivalità tra Ferrari e Mercedes. Ad ogni modo, se è vero che non ci saranno driver che correranno in casa, è pur vero che per i caschi di numerosi piloti, quello del Bahrain sarà un Gran Premio "casalingo".
Bell Helmet, azienda produttrice di caschi, a pochi chilometri da Manama
In attesa del risultato sportivo, il Gran Premio del Bahrain ha già un vincitore. Si tratta della società Bell Helmet che ha aperto un impianto di produzione proprio nelle vicinanze della pista di Sakhir. L'azienda realizza caschi per piloti, e in questi anni ha visto aumentare il numero dei protagonisti della Formula 1 che si sono rivolti proprio alla ditta statunitense. Tra questi c'è il pilota finlandese della Ferrari, Kimi Raikkonen, ma anche Kevin Magnussen della Renault, Marcus Ericsson della Sauber, Romain Grosjean ed Esteban Gutierrez della neonata Haas. Da un anno, si è rivolto alla Bell Helmet anche il campione del mondo in carica Lewis Hamilton.
Martine Kindt, Chief Executive della società, ha affermato che molti grandi piloti quest'anno hanno scelto l'azienda a stelle e strisce per la produzione dei loro caschi. Con i nuovi regolamenti, gli "elmetti" protettivi sono diventati ancora più importanti, perché ogni driver deve scegliere un disegno da portare e indossare per un anno intero. La ditta, che sorge proprio nei pressi di Sakhir, si occupa della progettazione, del collaudo e dell'esportazione dei caschi. Nell'ambito della progettazione, ci si sofferma sulla costruzione della calotta esterna, sulla verniciatura e sull'inserimento degli interni. Inoltre, la Bell Helmet garantisce anche i test di sicurezza richiesti dalla Fia.
Inizialmente, la produzione dei caschi avveniva in Cina, ma da alcuni mesi è stata spostata in Bahrain, dove al momento sono impiegate circa 120 persone.
Il progetto dell'azienda è quello di ampliare la sua attività produttiva, dietro la formazione specifica di nuovo personale. Insomma, durante il Gran Premio del Bahrain, molti caschi potranno dire di "sentirsi a casa".