Terza giornata del Rugby Championship (diretta sky), torneo nel quale si affrontano le principali nazionali dell'emisfero australe. Dopo le due vittorie contro l'Australia, gli All Blacks mantengono il loro organico preoccupati dalla prima vittoria dell'Argentina contro gli Springbroks a Salta. Una partita che promette spettacolo tra il già stereotipato orgoglio argentino e l'alone mitico che circonda la squadra neozelandese che ai giornali parlava di "disorganizzazione organizzata" dei rivali di oggi.

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Il commento

Siamo al Waikato stadium, ad Hamilton, patria dei Chiefs del Superugby. Sugli spalti pieni spunta qualche macchia bianco-azzurra, i tifosi argentini, sempre presenti. Durante l'inno dei pumas sale il sostegno dello stadio e sui volti dei giocatori si riconosce un connubio di commozione e determinazione. Gli All Blacks fanno capire sin da subito ai loro rivali che oggi sarà battaglia. Inscenano la Kapa o Pango, l'haka cattiva, guidata da Aaron Smith. L'Argentina in un anno è riuscita a crescere in ambito internazionale, soprattutto grazie alla squadra degli Jaguares, dal 2016 nel Superugby.

Gli All Blacks cercano il 14 esimo successo consecutivo. Dal 2011 a oggi hanno giocato 59 partite, di queste solo 3 perse. In Nuova Zelanda non perdono da 42 partite e hanno una percentuale di vittoria casalinga pari al 83%. Contro l'Argentina non hanno mai perso, oltre alle vittorie vi è un pareggio datato 1985. 

L'Argentina batte e porta subito molta pressione nella metà campo All Blacks. La strategia dei Pumas si riconosce subito, giocare per linee verticali, far salire la difesa avversaria per avanzare con offload o pick&go.

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Al 2° minuto dopo sette fasi la difesa "tutta nera" si fa trovare alla sprovvista da un attacco di Tuculet e Orlando che poi passa la palla a  Cordero che va a marcare. Sanchez converte. [0-7 Argentina]. La voglia di giocare bianco-azzurra sorprende i neozelandesi. 

Gli All Blacks si fanno rivedere subito dall'altra parte. Al 6°, Barrett, il numero 10, sbaglia un calcio piazzato da 3 punti. La sua percentuale sui calci è del 65%, lontana dal 80% del precedente numero 10, Dan Carter. Il calcio dai 22 argentino però viene respinto da Dan Coles che fa così avanzare la squadra sino ai 5 metri avversari.

Mischia per quelli di casa, incrocio di traiettorie e palla a Julian Savea che fa meta al 10°, la 42esima in 46 caps. Barrett converte. [7-7]. 14°, fallo per i Pumas, Sanchez realizza il nuovo sorpasso. [7-10]. Al 17° Landajo serve un offload per Chaparro che a pochi metri dalla linea di meta commette in avanti, disturbato da Whitelock. C'era un vantaggio, Sanchez segna il +6. [7-13] 

Barret al 21° sbaglia un secondo calcio piazzato. Sarà una costante della partita, un giocatore bravo nel running game e nel gioco al piede ma ancora dietro nei calci. Al 23° incursione di Savea che rompe 2 placcaggi e si ferma ai 5 metri.

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Si gioca al largo, miss match argentino e Ben Smith marca la seconda meta. Barrett converte. [14-13]. 26°, Barrett forse frustrato dagli errori precedenti commette fallo. Sanchez trasforma. [14-16]. 31°, da lontano Dagg segna. [17-16]

36°, Ben Smith lancia Barrett con un grabber che nel rimbalzo lo favorisce rispetto a Tuculet, meta. Trasformazione omonima. [24-16]. 39°, Sanchez segna un altro calcio libero. [24-19]. A tempo scaduto Sanchez sbaglia un calcio da lontano. Argentina che giocando alla mano ha tenuto testa agli All Blacks che hanno sbagliato anche 2 touche e con una mischia non solida. Crevy, il capitano Pumas, traccia la via da seguire, testa bassa e spinta. Con lui Landajo e Sanchez i migliori. 

Al rientro l'Argentina si fa rivedere avanti. 45°, Kieran Read salva una meta già fatta. Le gambe Pumas resistono solo fino al 50°, poi gli All Blacks dilagano. Mete di: Crotty 53°-63°, Famuina 56°, Ben Smith 66°, Romano 76°. Barrett si conferma un ottimo stratega, Cruden entratogli si fa stoppare una conversione. All Blacks vanno a 15 punti.

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