Tony Martin come Fabian Cancellara. Il tedesco ha conquistato il suo quarto titolo Mondiale a cronometro, raggiungendo il fuoriclasse svizzero come plurivincitore della prova. Dopo una stagione difficile Martin ha rispolverato una prestazione dei tempi d’oro distruggendo i pochi rivali che potevano impensierirlo. L’argento è andato al campione uscente Kiryienka, con lo spagnolo Castroviejo al bronzo anche grazie alle brutte prestazioni di Dennis e Dumoulin.

Tony Martin, un ritorno all’antico

Tony Martin è lo specialista delle cronometro più titolato in gruppo, ma quest’anno aveva faticato oltremodo.

Il campione tedesco della Etixx aveva vinto solo un paio di crono, rimediando una decina di sconfitte e soprattutto la cocente batosta alle Olimpiadi dove era finito dodicesimo ad oltre tre minuti da Cancellara. Martin ha recentemente cambiato posizione in bicicletta, tornando a quella con cui aveva mietuto successi in serie negli anni scorsi. Ed improvvisamente il tedesco ha ritrovato la vena di un tempo.

Nei 40 km del percorso dei Mondiali di Ciclismo di Doha, tutto pianeggiante e con lunghi rettilinei esposti al vento, si è rivisto lo stesso Tony Martin che tra il 2011 e il 2013 aveva centrato il tris iridato. Un vero rullo compressore, in grado di sbriciolare gli avversari che solo al primo intermedio hanno cercato di opporsi per poi lasciare campo libero al tedesco.

Martin ha concluso ad oltre 53 di media, con 45’’ di vantaggio su Kiryienka, il campione in carica che si è ben difeso.

Quinziato, niente top ten

Rohan Dennis e Tom Dumoulin, due dei principali favoriti, hanno deluso lasciando aperta la corsa al podio. Dietro a Kiryienka è riuscito ad infilarsi lo spagnolo Castroviejo, che pur su un percorso non favorevole ad un corridore minuto come lui, ha stampato un bella prestazione chiudendo a 1’10’’ da Martin.

Un risultato meritato per lo spagnolo, che da tempo fa collezione di quarti posti a Mondiali e Olimpiadi. Bene anche Bodnar al quarto posto davanti alla sorpresa di giornata, l’irlandese Mullen che partendo tra i primi ha conservato a lungo la leadership sognando una medaglia. Così così la prova di Manuel Quinziato, unico italiano al via: il bolzanino ha chiuso solo 22° a 2’39, ma con un distacco minimo da molti corridori finiti davanti a lui.