E’ stato un sogno neanche accarezzato, forse solo una lontana e fantasiosa suggestione: Vincenzo Nibali, il numero uno del nostro ciclismo, in una squadra tutta italiana. Dopo aver capito di aver esaurito la sua esperienza alla Astana, il campione siciliano si è guardato intorno nei mesi scorsi, sognando un progetto tutto tricolore da costruire attorno a lui. Il finale è stato invece molto più realistico: Nibali correrà con il Team Bahrain Merida, la squadra che segna l’ingresso nel grande ciclismo degli sceicchi. Ed ora, mentre si comincia a pedalare verso la nuova stagione, il vincitore del Giro d’Italia ha raccontato perché quel sogno è rimasto tale.

Nibali: “Abbiamo mandato dei messaggi”

Già nelle fasi iniziali della stagione si era capito che l’avventura di Vincenzo Nibali alla Astana si sarebbe conclusa con questo 2016. La voglia di creare un gruppo in cui essere l’unico faro e i ripetuti attriti con il team manager Alexandre Vinokourov sono stati tra i motivi che hanno portato all’esaurimento di una partnership comunque vincente tra il campione italiano e la formazione kazaka. Nibali e il suo entourage hanno sondato diverse strade, ascoltando proposte di squadre già formate, come la Trek, del nuovo progetto del Bahrain, ma cercando anche di smuovere le acque in Italia.

Nibali non ha mai nascosto il sogno di tornare a correre in un team italiano, e più volte nelle interviste rilasciate nel corso della stagione ha parlato di questa suggestione.

Una squadra nuova, sostenuta da grandi aziende italiane, costruita attorno al campione che ha rilanciato il nostro ciclismo alla conquista dei grandi giri. Un progetto ambizioso e affascinante all’insegna del Made in Italy. È rimasto però solo un sogno. “Abbiamo provato a lanciare dei messaggi in Italia” ha raccontato Nibali a Tuttobici “ma nessuno si è fatto avanti. In Italia nessuno ha avuto il coraggio di scommettere su una squadra World Tour” ha ammesso il campione. Nonostante l’amarezza Nibali ha guardato con franchezza alla realtà economica “E’ un momento difficile e anche le aziende che vanno bene come Barilla non se la sentono di fare un investimento di questo tipo”.

Il sogno del progetto tutto italiano si è così infranto nel contrasto più stridente. Nibali ha accettato la proposta del Team Bahrain Merida, riuscendo così ad avere una squadra costruita attorno a sé, anche se solo grazie ai petrodollari dello sceicco del Bahrain.