Sarà in Australia che comincerà l’avventura di Peter Sagan con la Bora Hansgrohe. È stato lo stesso Campione del Mondo a ufficializzare la notizia della presenza al Tour Down Under con un tweet in cui ha ricordato il debutto dell’ormai lontano 2010. Fu proprio in quella corsa che iniziò la storia del fenomeno Sagan: lo slovacco esordì appena ventenne mettendo subito in mostra le sue straordinarie qualità.

Sagan, il 2017 parte dall’Australia

Era dalla stagione d’esordio nel grande ciclismo, il 2010, che Peter Sagan mancava dal Tour Down Under. Il Campione del Mondo aveva poi preferito negli anni successivi il Costa degli Etruschi, per due volte il Qatar e per tre il Tour de San Luis per iniziare a pedalare.

Con la cancellazione della corsa argentina Sagan ha deciso di tornare dove tutto era iniziato. La sua stagione 2017 inizierà il 17 gennaio al Tour Down Under, la corsa dove aveva esordito in maglia Liquigas nel 2010. Agli albori di quella stagione un ventenne Sagan aveva subito fatto capire di avere doti fuori dal comune. Alla prima presenza in una gara World Tour aveva battagliato alla pari con campioni come Cadel Evans e Alejandro Valverde, arrivando terzo e quarto in due delle tappe della corsa australiana. Sagan ha confermato la sua presenza in Australia con un tweet rievocativo di quella corsa di quasi sette anni fa in cui si fece conoscere al mondo del grande ciclismo.

Sagan: “Ogni anno è diverso”

Il programma del campione slovacco, alla sua prima stagione con la Bora Hansgrohe, seguirà poi un cliché consolidato, con la presenza alle grandi classiche, al Giro di California e al Tour de France. Ovviamente l’obiettivo è una nuova vittoria in una classica monumento, anche se il campione non si sbilancia: “La Milano Sanremo è una corsa speciale ma è una lotteria”, ha dichiarato a Cyclingnews. “Il Giro delle Fiandre è molto bello, si torna sul vecchio percorso (un passaggio sul Geraardsbergen, ndr). Anche la Parigi Roubaix è una corsa speciale, ma è difficile parlare di risultati ora, ogni anno è diverso”. Quello che non sembra preoccupare Sagan è l’approccio alla nuova squadra, da alcuni ritenuta troppo debole per un campione come lui.

Ma l’iridato sembra badare più all’ambiente che alla forza pura dei singoli: “Sono felice di essere alla Bora, hanno preso un sacco di gente che era già con me alla Tinkoff, questo mi ha aiutato a creare una buona squadra e una buona atmosfera. È stato un ottimo cambiamento”.