Non è un momento tranquillo per il Team Sky, al di là dei risultati che dalla strada continuano ad arrivare. Lo squadrone britannico è stato attaccato da più parti negli ultimi mesi, tra accuse di doping tecnologico, inchieste sull’uso di farmaci ed esenzioni terapeutiche. Ad addensare sempre di più i dubbi sull’etica del Team Sky sono le rivelazioni fatte dal suo ex corridore Michael Barry al giornale The Telegraph. Barry ha parlato di una squadra che opera sistematicamente nelle zone grigie a metà strada da pulizia e doping, con un uso eccessivo di potenti farmaci a discapito della salute dei corridori.

La Sky e le zone grigie

Michael Barry è un ex corridore canadese che ha pedalato al fianco di Lance Armstrong nella Us Postal ed ha poi concluso la carriera nel Team Sky, in cui ha militato dal 2010 al 2012. Dopo aver appeso la bici al chiodo Barry è uscito dal Ciclismo professionistico, iniziando a lavorare nel negozio di biciclette della famiglia, a Toronto. Negli ultimi anni però si è fatto sentire più volte con dichiarazioni di denuncia e di preoccupazione, pubblicando anche un’autobiografia in cui ha parlato dell’uso di farmaci nel ciclismo e dei loro effetti.

Dopo le tante accuse piovute sulla Sky negli ultimi mesi, il giornale britannico The Telegraph ha raccolto le dichiarazioni di Barry sulla sua esperienza nella squadra, in un’intervista pubblicata ieri.

Barry ha raccontato di aver espresso i suoi dubbi e le sue preoccupazioni a Dave Brailsford, il team manager della Sky, per l’uso del tramadolo e dei sonniferi. “Nel doping c’è un bianco e c’è un nero” ha spiegato Barry “La Sky è arrivata nel nero? A mio parere no, ma è in una zona grigia. L’uso di antidolorifici cade in quella zona, il tramadolo è in quella zona.

Alla Sky sono stato bene, ho vissuto una bella esperienza, ma eticamente ho avuto delle discussioni sull’uso del tramadolo e dei sonniferi, soprattutto quando si vedono i corridori più giovani che abusano di questa roba così pesante”.

Barry ha collegato l’uso del tramadolo, senza nessuna necessità per motivi di salute, anche alle cadute. Tra gli effetti collaterali ci sono l’insorgere di vertigini e sonnolenza, che secondo Barry sarebbero causa di molte cadute avvenute negli ultimi anni.

“Ho chiesto ad un medico come si sarebbe sentito se ad un corridore caduto fosse stato trovato un farmaco che non deve essere consumato prima di guidare un veicolo. È rimasto in silenzio. Gli ho chiesto come si sarebbe sentito se questo corridore fosse morto ed è rimasto ancora in silenzio” ha raccontato Barry.

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