28 marzo 1993-28 marzo 2017: sono passati già 24 anni da quando uno dei più grandi calciatori della storia del calcio italiano mise piede per la prima volta in un campo di Serie A, quel "regazzino" aveva appena sedici anni e mezzo e da lì in poi tutto sarà storia, il suo nome è Francesco Totti. Il capitano della Roma esordiva proprio il 28 marzo 1993 nella partita giocata dai giallorossi, a quell'epoca guidati dal grande Vujadin Boskov, vinta al Rigamonti di Brescia per 2 a 0, grazie alle reti di Mihajilovic e Caniggia. Quel 'regazzino', cresciuto nel quartiere di Porta Metronia, entrò al minuto 87' sostituendo Rizzitelli, ma nessuno ancora sapeva che sarebbe poi diventato il più grande nella storia del club capitolino.

L'"ottavo re di Roma", ancora in grande spolvero, ha collezionato ben 788 presenze e 307 reti totali tutte con sola maglia giallorossa, raggiungendo il secondo posto nella classifica dei marcatori della Serie A, nonché ottenuto per ben cinque volte (record assoluto) il premio come miglior calciatore italiano agli Oscar del calcio AIC. La sua carriera è una di quelle destinate ad entrare nella storia del calcio non solo italiano, per importanza e longevità. Una storia dipinta di due colori: il giallo e il rosso, due colori impressi nella sua mente e nel suo cuore, tanto da preferirli a successo e denaro, con qualche spazio lasciato alla maglia azzurra, una maglia sempre onorata e rispettata, con cui è arrivato all'apice della carriera.

Il pupone, showman dentro e fuori dal campo, ha lasciato al mondo gesta che poi ne sono diventate un'icona, tre di queste sono rimaste e resteranno per sempre impresse nella storia del calcio

"Mo je faccio er cucchiaio"

Uno dei gesti e delle espressioni rimaste icone da parte del capitano romanista, impresse nelle menti di tutti i tifosi italiani, è senza dubbio quella avvenuta in quel tardo pomeriggio d'inizio estate del 29 giugno 2000.

Era la semifinale del campionato europeo disputato in Olanda e Belgio e l'Italia dopo 120' minuti di gioco arrivò sullo 0 a 0 ai calci di rigore proprio contro i tulipani. Tutti noi, infatti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato a fare il cucchiaio, e magari ci siamo riusciti proprio come lui, quando lo fece in quel fatidico terzo rigore della lotteria, superando Van Der Sar.

Roma campione d'Italia

Il 17 giugno 2001 è una data storica per il club capitolino, in quanto riuscì a vincere dopo 18 anni il terzo titolo della sua storia. Protagonista indiscusso di quell'annata fu sicuramente Francesco Totti, capace di colpire a rete per ben 16 volte e assoluto trascinatore, insieme a Batistuta, Montella e Capello, nella cavalcata tricolore. E non è un caso che il gol che sbloccò la partita decisiva con il Parma fu proprio del numero 10.

Totti, Totti, Totti

Lo gridò per ben tre volte Fabio Caressa in quel tardo pomeriggio del 26 giugno 2006, quando al minuto 94' Totti trasformò quel rigore, procurato da Grosso al 94' esimo, che ci permise di volare ai quarti di finale del Mondiale, il resto è storia..

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