La lunga polemica sull’opportunità e il rischio di utilizzare i freni a disco nel ciclismo professionistico dovrebbe essere vicina alla conclusione. Si sta andando infatti verso l’introduzione delle protezioni per i dischi dei freni, come richiesto da tempo dagli atleti. L’Associazione dei corridori professionisti ha annunciato con soddisfazione che l’Uci sta effettuando delle prove su alcuni prototipi di coperture per i dischi che prossimamente potrebbero essere obbligatori in corsa.

Ciclismo, quante polemiche sui freni a disco

L’arrivo dei freni a disco nel mondo del Ciclismo professionistico ha suscitato un mare di polemiche e discussioni.

Nella scorsa stagione i dischi sono stati accusati di aver causato il grave infortunio a Francisco Ventoso durante la Parigi Roubaix, e quell’episodio ha decretato una sospensione per il loro uso in corsa. I corridori hanno posto alcune condizioni per poter accettare questa nuova tipologia di freni: smussare gli angoli e inserire delle protezioni per i dischi, e avere una sola tecnologia all’interno del gruppo e quindi o tutti i corridori muniti di freni a disco o tutti con quelli tradizionali. In realtà poi all’inizio di questa stagione l’Uci ha riaperto all’uso dei freni a disco con la sola modifica degli angoli smussati, creando perplessità e nuove discussioni con i corridori, rinfocolate dall’incidente occorso a Owain Doull, la cui scarpa sarebbe stata tranciata da un disco della bici di Kittel.

Ora finalmente i corridori stanno vedendo muovere dei passi significativi per l’introduzione delle protezioni sui dischi. L’Associazione dei corridori ha comunicato che è iniziato uno studio della commissione dell’Uci sui prototipi di protezioni per i dischi dei freni, postando anche alcune immagini che danno l’idea di come cambieranno d’aspetto le biciclette.

“Siamo contenti perché abbiamo visto che la commissione sta cercando di arrivare alle richieste formulate dai corridori” ha spiegato un portavoce dell’Associazione “Questo è un buon passo per aumentare la sicurezza”.