È stata una Liegi Bastogne Liegi di emozioni forti quella con cui Alejandro Valverde ha completato il suo poker da leggenda. Ma più che la parte agonistica è stato il prima e il dopo a restare impresso nella memoria in una giornata in cui tutti i pensieri sono stati rivolti a michele scarponi. Il minuto di silenzio prima del via è stato da brividi, e particolarmente emozionante e sentita è stata la testimonianza di Alejandro Valverde nel dopo corsa. Il campione murciano si è mostrato molto toccato dalla tragica fine del corridore marchigiano e le sue parole non sono state certo quelle della tradizionale intervista al trionfatore di una classica monumento.

Valverde: ‘Eravamo molto amici’

Alejandro Valverde e Michele Scarponi non erano mai stati compagni di squadra. Erano però della stessa generazione, avevano condiviso tante corse dalle classiche ai grandi giri, senza dimenticare che il marchigiano era di casa in Spagna avendo corso per un paio d’anni alla Liberty Seguros. “Eravamo molto amici, questa vittoria è dedicata a lui” sono state le prime parole di Valverde dopo la vittoria della sua quarta Liegi Bastogne Liegi. “La notizia mi ha raggelato, a me ma anche a tutto il resto della squadra e tutta la gente del ciclismo” ha continuato il campione della Movistar, che poi ha annunciato di voler aiutare in maniera concreta i familiari del suo sfortunato amico: “I premi di questa vittoria andranno interamente alla sua famiglia”.

Un momento storico

Valverde poi non ha potuto non riservare qualche parola a questa ennesima vittoria, la quarta Liegi e la nona classica sulle Ardenne, al culmine di una prima parte di stagione davvero trionfale. “E’ stata una settimana perfetta per noi, questa è una vittoria storica” ha spiegato Valverde. “Come alla Freccia di mercoledì scorso ci siamo presi subito la responsabilità della corsa, ma c’è stato un momento in cui sono dovuto intervenire anche altre squadre perché si era formata una fuga molto grande. Tutti eravamo al limite delle forze e riprenderli era complicato”. Il finale è stato un capolavoro di gestione tattica, di freddezza e classe: “Daniel Martin era partito molto forte ma ho calcolato le distanze per partire ed anche se Albasini era sulla mia ruota non ho avuto dubbi.

Sono riuscito a riprendere Martin, ha respirare un attimo e a ripartire per la volata. Per tutto quello che è successo è sicuramente la Liegi più speciale che ho vinto”.