A Catania, in un gradevolissimo pomeriggio soleggiato, la nazionale italiana di Rugby ha iniziato ieri nel modo migliore il trittico dei test match autunnali, chiudendo gli 80 minuti della gara a 19 punti (una meta e tre calci di punizione) e lasciando ai fijiani solo 10 punti (una meta ed un calcio di punizione).

Il lavoro dà i suoi frutti

La rivoluzione iniziata lo scorso anno dal tecnico irlandese Conor O'Shea (ringiovanire la rosa, dare opportunità ai giovani di crescere, maggiore stabilità fisica e mentale) sta cominciando a dare i risultati sperati.

Siamo solo all'inizio, è vero (anche se la vittoria lo scorso anno contro il Sudafrica è stata la prima ciliegina della futura torta), ma analizzando la partita e non solo il risultato, non si può non notare scelte tecniche importanti e lungimiranti. Prima di tutto la tenuta fisica e mentale della squadra sino al termine della partita, e non solo per il primo tempo, con le forze nuove e giovani in campo dal primo minuto a costruire il risultato, con i veterani pronti a subentrare per consolidare il lavoro svolto e non come succedeva prima, con i giovani mandati in campo spesso a partita già compromessa.

Poi l'ottimo lavoro svolto dalla linea difensiva, pronta a salire compatta (l'unico vero errore di placcaggio ci è costato la meta fijiana) e decisa nell'uno contro uno. Per l'attacco fasi diverse e alternate con aperture di gioco da ambo i lati unite a ficcanti penetrazioni centrali con un'ottima difesa del possesso palla.

La partita

Secondo il ranking mondiale, noi ora siamo al 14° posto, mentre le Fiji sono al 9°.

Favoriti quindi. Questo ipotetico vantaggio nei primi 20 minuti non si è visto, con un'Italia ben messa in campo ed in grado di contenere la forza fisica dell'avversario, loro vero punto di forza. Un calcio di punizione di Canna porta subito il risultato sul +3, ma proprio al 20° un velo involontario (ma falloso) in una rolling moul italiana concede un calcio di punizione alle Fiji, trasformato da Volavola.

passano 10 minuti ed un ottimo lavoro dell'Italia nei 5 metri fijani porta alla meritatissima meta di Ferrari, finalizzatore del gioco collettivo, trasformata poi da Canna. Sarebbe dovuto finire così il primo tempo, poi il placcaggio mancato di cui sopra ha consentito a Nakarawa di correre indisturbato per 30 metri nella metà campo italiana sino a schiacciare l'ovale dietro ad una delle protezioni dei pali della "H" (trasformazione di Volavola).

Spesso l'inizio del secondo tempo è stato uno dei talloni di Achille del nostro 15, ma non ieri. Contenuta con discreti risultati la foga fijana, i cambi hanno giovato più a noi che a loro (ottimo l'esordio di Licata, ventenne delle Zebre di cui si parlerà molto...) e la stanchezza ha punito più le Fiji di noi, costringendoli a tre falli che sono valsi i 9 punti della vittoria (due di Canna uno di McKinley, subentrato benissimo a Canna stesso).

Ora ci aspettano l'Argentina ed il Sudafrica, vedremo se l'italRugby saprà ribadire quanto di buono fatto ieri.

Però se è vero che il buongiorno si vede dal mattino il prossimo anno, al VI Nazioni, ci sarà da divertirsi.

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