La stagione 2018 di Formula 1 è iniziata da circa due mesi, la sfida Mercedes-Ferrari è quantomai serrata, ma nonostante ciò si parla già di futuro. Infatti, se da un lato i vertici del Circus stanno approntando una serie di modifiche al regolamento relativo al pacchetto aerodinamico da introdurre già nel 2019, dall'altro il mercato piloti è piuttosto attivo e in fermento, soprattutto perché riguarda un team di livello come la Ferrari. Infatti, se Sebastian Vettel attualmente rappresenta un punto fermo per la scuderia di Maranello, il perno del progetto di Marchionne e Arrivabene per riportare il titolo mondiale in Italia dopo l'ultimo trionfo del 2007 targato Kimi Raikkonen, al contempo regna l'incertezza per quanto concerne la cosiddetta "seconda guida" della monoposto italiana.
Anche quest'anno, infatti, si sta parlando con insistenza di un probabile addio di Raikkonen alla Ferrari e, di conseguenza, la corsa ad un posto in un team leggendario come quello del "cavallino rampante" si è aperta fin da subito, con tre piloti che, ad oggi, sarebbero i candidati più accreditati ad affiancare Vettel a partire dalla prossima stagione di Formula 1. Si tratta di tre profili decisamente differenti tra loro, e quasi certamente la scelta di uno o l'altro andrà a delineare la strategia interna alla squadra che da Maranello vorranno praticare negli anni a seguire. Vediamo, dunque, chi sono quelli che (parafrasando il grande Pirandello), abbiamo ribattezzato come i "tre personaggi in cerca di Ferrari".
Ferrari: chi affiancherà Vettel nel 2019?
Tra i piloti che potrebbero essere alla guida di una "rossa" nel 2019 ci potrebbe essere ancora lui, Kimi Raikkonen. Infatti, nonostante da qualche anno a questa parte, puntualmente si torni a parlare di un addio al team di Maranello, il driver finlandese riesce sempre a guadagnarsi in pista la conferma, andando così a spegnere le speranze dei colleghi che ambiscono ad un sedile decisamente "storico" come quello della Ferrari.
Stuzzicato sull'argomento a Barcellona, il campione del mondo 2007 ha chiosato: "Ogni anno è la stessa storia, devo sempre smettere e poi...", lasciando chiaramente intuire che il suo destino non sia affatto già scritto.
I dirigenti dell'azienda italiana, del resto, si fidano ciecamente di Raikkonen, la cui unica "pecca" in questi ultimi anni è stata quella di aver ottenuto dei risultati piuttosto altalenanti e poco costanti, togliendo così dei punti importanti alla squadra soprattutto in ottica mondiale costruttori.
Allo stesso tempo, però, l'ex McLaren rappresenta ormai il "compagno ideale" di Vettel, perché non crea scomodi dualismi, collaborando con il collega tedesco ed evitando polemiche o "scontri" in pista come spesso avviene, ad esempio, in Red Bull tra Verstappen e Ricciardo. Inoltre non bisogna trascurare la profonda esperienza del pilota scandinavo che, in tal senso, risulta prezioso quando c'è da lavorare per progettare e migliorare la vettura, garantendo un ottimo lavoro di sviluppo.
Alle spalle di Kimi Raikkonen scalpita Daniel Ricciardo. Sembra, infatti, che la Ferrari possa esercitare un'opzione sull'attuale alfiere della Red Bull, che dovrebbe però scadere in estate. I rapporti tra il pilota australiano e la squadra anglo-austriaca non sono dei migliori, anche se il driver di recente ha affermato che, prima di prendere qualunque decisione, attende di incontrarsi con la sua attuale scuderia per chiarire se sarà, o meno, il caso di continuare insieme.
Naturalmente, Ricciardo sarebbe felicissimo di indossare la tuta rossa a partire dal 2019, ritrovandosi come compagno di squadra quel Sebastian Vettel al quale aveva dato del filo da torcere durante la convivenza in Red Bull. E proprio sotto quest'aspetto, l'eventuale scelta del driver di Perth sarebbe indicativa da parte di Maranello, perché dopo Raikkonen si preferirebbe un pilota che, di certo, non accetterebbe a priori il ruolo di "seconda guida".
Daniel Ricciardo, infatti, se arrivasse in Ferrari, lo farebbe con tutte le intenzioni di vincere il titolo mondiale, entrando inevitabilmente in competizione con Vettel. Dunque, virando su di lui, Marchionne e Arrivabene accetterebbero di avere una sfida piuttosto serrata all'interno del team, e di impegnarsi duramente per tenere a bada le personalità dei due eventuali compagni-rivali, all'opposto di quanto accaduto negli ultimi anni, se non addirittura da quando Michael Schumacher dominava, con la sua classe, non lasciando spazio ai rispettivi "gregari".
La terza opzione è anch'essa completamente diversa dalle altre due. Risponde al nome di Charles Leclerc, talentino in erba già caldeggiato da una parte della tifoseria delle monoposto italiane. Dopo un inizio di ambientamento in Formula 1 alla guida dell'Alfa Romeo Sauber con prestazioni poco convincenti, negli ultimi due Gran Premi il giovane monegasco ha messo in mostra tutto il suo talento, conquistando punti pesanti con una vettura che, certamente, non appartiene al lotto delle migliori.
Tuttavia, ricordiamo che stiamo parlando di un pilota di fatto debuttante, poco più che ventenne, che dopo appena un anno di Formula 1 si ritroverebbe addirittura alla guida di una Ferrari. Sarebbe la più classica delle "scommesse", comoda indubbiamente per Vettel che sarebbe a prescindere la prima guida del team, ma inevitabilmente rischiosa per la dirigenza. Tuttavia, è pur vero che, se esiste la Ferrari Driver Academy, prima o poi bisognerà credere nei talenti in erba del motorsport a quattro ruote.