Per Vincenzo Nibali non è stata una Tirreno-Adriatico da copertina quella che si conclude oggi con la cronometro individuale di San Benedetto del Tronto. Il fuoriclasse siciliano si è fatto vedere in alcune occasioni nelle posizioni d'avanguardia del gruppo, ha provato un attacco in discesa nella tappa di Recanati, ma non è stato in grado di tenere il passo dei più forti quando la corsa si è infiammata in salita. Anche se era previsto che in questa Tirreno non sarebbe stato al meglio, Nibali ha mostrato una certa insofferenza per questa situazione, addossando parte della responsabilità alle scelte che la squadra ha operato per lui.

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Nibali: 'Mi sarebbe piaciuto cominciare più forte'

Nibali e tutto il Team Bahrain-Merida sono stati piuttosto anonimi in questa Tirreno-Adriatico, a partire dalla cronosquadre d'apertura sulla quale erano riversate molte ambizioni. Il vincitore dell'ultima Sanremo ha poi provato a lottare con i più forti, ma su percorsi così esplosivi che non gli sono congeniali è emersa chiaramente la sua condizione ancora lontana dal top. Nonostante l'impegno, la classe e la voglia di lasciare un segno, il ciclista messinese non è stato in grado di tenere il passo dei migliori sui cambi di ritmo più impegnativi, ed è finito ben oltre la top-ten della classifica generale.

Questo risultato era previsto, perché il programma del campione siciliano è incentrato su Giro e Tour, e gli appuntamenti d'inizio stagione servono soprattutto per migliorare la condizione lentamente in vista dei grandi giri. "È la sofferenza di cui ho bisogno - ha dichiarato Nibali alla Gazzetta dello Sport - Mi sarebbe piaciuto cominciare un po' più forte. Ma quest'anno è difficile, con il Giro e il Tour da preparare", ha aggiunto il campione del Team Bahrain-Merida.

Al Tour per la squadra

Proprio la scelta di questo programma così impegnativo, che lo costringe ad essere un comprimario ad inizio stagione, è la causa dell'insofferenza di Nibali.

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L'ex campione d'Italia ha svelato di aver dovuto accettare le decisioni prese dalla squadra: "Il Giro è stata una mia scelta, mentre il Tour me lo ha chiesto la squadra - ha ammesso il fuoriclasse siciliano - Se fosse stato per me, avrei sicuramente scelto un programma differente".

Tra Nibali e il suo team, dunque, i rapporti non sembrano così sereni, sia per le scelte di programma che per il futuro più a lungo termine: il contratto infatti è in scadenza a fine 2019, e sul campione di Messina sarebbe forte l'interessamento della Trek-Segafredo.