Il mondiale WBC dei pesi massimi ha avuto davvero poca storia. Se Dominic Breazeale era riuscito a resistere 7 riprese con Anthony Joshua, lo stesso non si può dire della sua seconda chance mondiale contro Deontay Wilder che lo ha abbattuto in appena 2' e 17" del primo round. Al di là di un pugile che aveva comunque un curriculum di tutto rispetto, la potenza devastante del campione del mondo è ben nota e l'ennesimo avversario è finito al tappeto, vittima del celebre destro di Wilder che si è infilato nella sua guardia e lo ha colpito sulla punta del mento. Sono quei colpi che 'spengono le lampadine', come diceva il grande Rino Tommasi e quelle di Breazeale sono andate letteralmente in black out.

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Il k.o come in una scena di 'Rocky'

A parte le sue scioccanti affermazioni circa un 'rivale da uccidere sul ring', non nuove nel repertorio di Wilder che si diverte ad alimentare la sua fama di cattivo sul ring, il match è durato pochissimo soprattutto per l'intenzione del campione di affrontarlo a viso aperto senza troppe tattiche. "Queste difese obbligatorie (Breazeale era lo sfidante ufficiale WBC, imposto dunque dalla federazione, ndr) sono come mosche che ronzano attorno al mio naso - aveva dichiarato il Bronze Bomber - ed io schiaccerò anche questa mosca".

Dunque Wilder è andato subito all'attacco, due destri potenti andati a segno e dopo il secondo c'è da dire che lo sfidante aveva anche trovato la forza di reagire con un bel gancio che aveva stoppato l'avanzata dello scatenato campione mondiale dei pesi massimi. Quando mancava meno di 1' alla fine del round è arrivato il devastante diretto destro che ha steso Breazeale, caduto al tappeto come il tronco di un albero abbattuto da un taglialegna. Vedendo e rivedendo la sequenza, sembra di assistere ad uno di quei film di Rocky caratterizzati da quei cinematografici k.o in cui il pugno s'infila nella guardia dell'avversario e lo stende senza alcuna possibilità di reazione.

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Breazeale ha rispettato il copione, ha atteso che l'arbitro arrivasse fino a 9 per rialzarsi, ma era visibilmente poco saldo sulle gambe e, dunque, da qui la decisione giusta di chiudere il combattimento.

Wilder torna a sfidare Joshua

"Penso che accadrà". Sono le parole di Deontay Wilder a fine combattimento ed il riferimento è al match di riunificazione della corona dei pesi massimi contro Anthony Joshua.

"C'è luce adesso nella divisione dei pesi massimi - ha aggiunto il campione del mondo ai microfoni di Sky Sports - ed è nostro dovere è quello di dare alla gente ciò che vuole. La prossima volta che si discuterà di questo, credo che qualcosa verrà fatto".

Dunque Wilder auspica un tavolo di trattative che, stavolta, porti a compimento l'organizzazione di un combattimento contro Joshua.

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AJ tornerà sul ring il prossimo 1 giugno al Madison Square Garden di New York per difendere le sue quattro cinture iridate dall'assalto di Andy Ruiz mentre il 'terzo incomodo', Tyson Fury, combatterà il prossimo 15 giugno contro Tom Schwarz.

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