Sono bastati appena un paio di chilometri ad Egan Bernal per iniziare ad allungare le mani sul Giro di Svizzera. Nel primo arrivo in salita della corsa elvetica, quello di Flumserberg della sesta tappa, lo scalatore colombiano ha concretizzato uno schema ormai classico per il Team Ineos. La squadra britannica ha lavorato a lungo in testa al gruppo per preparare l’affondo del suo leader, che non ha poi trovato avversari in grado di impensierirlo. La tappa è però andata all’olandese Antwan Tolhoek, protagonista di una fuga partita nelle fasi iniziali.

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Svizzera, anche Trentin e Oss in fuga

Con la sesta tappa, la Einsiedeln – Flumserberg, il Giro di Svizzera ha radicalmente cambiato scenario, cominciando a salire sulle montagne. Nonostante una distanza ridotta, appena 120 km, e l’assenza di altre vere salite prima di quella finale, questa giornata si presentava come il primo scontro per decidere le sorti della classifica generale.

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Nelle fasi iniziali si è formata una folta fuga, con anche Trentin, Oss, Mohoric, Rui Costa, Tolhoek e Bidard. La corsa si è stabilizzata in attesa della salita finale di Flumserberg, dove i fuggitivi sono arrivati con ancora un paio di minuti di vantaggio. Tolhoek si è presto dimostrato il più forte scalatore tra gli attaccanti, mentre più dietro è stata la Ineos ad imporre il proprio ritmo in testa al gruppo, ma la corsa non si è accesa davvero fino agli ultimi 3 chilometri.

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L’affondo di Bernal

Tolhoek ha iniziato subito a fare selezione e poi è riuscito a scrollarsi tutti di dosso a 3 km dall’arrivo. La Ineos ha alzato sempre di più l’andatura, fino all’attacco di Egan Bernal che ha subito fatto la differenza, anche per le grandi difficoltà che hanno incontrato alcuni degli avversari più attesi, come Marc Soler ma soprattutto Enric Mas. Bernal è riuscito a riprendere tutti i fuggitivi, ma non Tolhoek, che ha gestito il vantaggio iniziale per conquistare la sua prima vittoria da professionista.

Il colombiano della Ineos ha però dimostrato chiaramente la sua superiorità sugli avversari diretti, con Hirt e Pozzovivo che sono stati i migliori a 12’’ e 14’’.

Si è ben difeso Rohan Dennis, approfittando di una tappa breve e con una sola salita per arrivare a 46’’, mentre molto deludente è stato Enric Mas. In tutta questa prima parte di stagione lo spagnolo è apparso l’ombra del corridore ammirato l’anno scorso alla Vuelta, ed anche in questo Giro di Svizzera sta confermando il trend molto negativo.

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Lo scalatore della Deceuninck ha concluso 14° a quasi un minuto da Bernal, appena davanti a Fabio Aru, protagonista di una prova tutto sommato convincente in questa prima sfida in montagna dopo l’intervento di aprile.

In classifica generale Egan Bernal ha preso la maglia oro, inseguito da Dennis a 12’’ e Konrad a 29’’. Aru è 9° a 1’07’’.

Domani il Giro di Svizzera affronterà un vero tappone di montagna con il Lukmanierpass e l’arrivo sul San Gottardo, un’occasione per Bernal per allungare in classifica e mettersi al riparo prima della cronometro.

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