È un nome completamente a sorpresa, quello di Mike Teunissen, a prendersi la prima maglia gialla del Tour de France. La corsa più importante del Ciclismo è scattata oggi con una frazione attorno a Bruxelles che ha portato i corridori sulle strade delle classiche del nord. Un tratto di pavè ha aperto la bagarre già nelle fasi centrali, ma sono state soprattutto diverse cadute a caratterizzare la tappa. È finito a terra anche Fuglsang, ferito al volto e rientrato con un po’ di fatica, e ormai in vista del traguardo il campione in carica Geraint Thomas è caduto in una mischia che ha tolto di mezzo anche Groenewegen.

Sagan è sembrato poi poter vincere ma si è visto rimontare tra la sorpresa generale da Mike Teunissen, carta di riserva della Jumbo Visma.

Tour de France, anche Van Avermaet all’attacco

Il Tour de France è partito con il solito carico di nervosismo e tensione che ha sempre caratterizzato le prime tappe.

La giornata inaugurale ha proposto una frazione con partenza ed arrivo a Bruxelles e con alcuni passaggi che hanno fatto immergere i corridori nell’atmosfera tipica e suggestiva delle grandi classiche, tra muri e pavè. Subito sono partiti all’attacco in quattro: Xandro Meurisse (Wanty), Greg Van Avermaet (CCC), Mads Wurtz Schmidt (Katusha) e Natnael Berhane (Cofidis).

Van Avermaet, presenza insolita in questo tipo di fughe con pochissime speranze, ha conquistato i punti del Gpm sul Grammont, poi si è fatto da parte avendo raggiunto l’obiettivo di vestire la maglia a pois.

I tre superstiti non sono però andati molto più lontano, perché la Bora di Sagan ha dato una violenta accelerata affrontando un tratto di pavè a 70 km dall’arrivo sfilacciando il gruppo. Viviani (Deceuninck) è rimasto attardato in queste fasi per una foratura, ma è poi riuscito a rientrare. La fuga è stata annullata e Sagan ne ha approfittato per prendersi i punti al traguardo intermedio, primo mattoncino per la sua caccia alla maglia verde.

Teunissen, maglia gialla inattesa

Con la situazione che si è calmata è stato Stephane Rossetto (Cofidis) a cercare una nuova fuga solitaria che non ha certo impensierito il gruppo. Purtroppo però i brividi sono arrivati da alcune cadute. Ad una ventina di chilometri dall’arrivo è finito a terra Jakob Fuglsang (Astana), insieme anche a Damiano Caruso (Bahrain Merida). Il corridore danese è ripartito a fatica con una profonda ferita al volto, ma dopo qualche chilometro è riuscito a riprendere il gruppo.

La Bora ha poi preso in mano la situazione negli ultimi chilometri per Sagan, mentre Viviani ha perso le ruote dei compagni di squadra ed è stato costretto ad un impegno supplementare per cercare di risalire.

In vista dell’ultimo chilometro il grande favorito della tappa, Dylan Groenewegen (Jumbo Visma) è caduto per un contatto con un altro corridore e l’incidente ha finito per coinvolgere anche Geraint Thomas (Ineos), apparentemente senza conseguenze pesanti.

Nello sprint Sagan è partito insieme a Colbrelli (Bahrain), ma a centro strada è sbucato l’uomo a sorpresa, Mike Teunissen (Jumbo Visma), uno dei gregari di Groenewegen.

Rimasto libero di fare la sua volata dopo la caduta del capitano, Teunissen ha affiancato Sagan, che non è parso così esplosivo come nelle giornate migliori, e proprio sulla linea ha concretizzato il sorpasso. Il corridore olandese ha vinto per una manciata di centimetri, con Sagan secondo davanti a Ewan, Nizzolo e Colbrelli. Solo nono Viviani.

Con Teunissen in giallo e Sagan in verde il Tour proporrà domani già una tappa molto attesa, la cronosquadre di Bruxelles che segnerà i primi distacchi tra i favoriti.

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