Mauro Santambrogio è di nuovo in sella. L’ex corridore di Lampre, BMC e Fantini ha vissuto una carriera da montagne russe, atteso al passaggio nel Ciclismo professionistico come tra i più grandi talenti della sua generazione, finalmente esploso dopo una lunga attesa e poi finito fuori corsa a per una prima squalifica per doping. Dopo aver tentato un rientro, finito miseramente con una nuova squalifica, Santambrogio ha scontato un altro lungo periodo di sospensione durante il quale ha avviato una nuova attività, ma ora ha ripreso a pedalare e vincere.

Santambrogio, una nuova carriera

I più attenti appassionati di ciclismo ricorderanno bene Mauro Santambrogio e la sua strana carriera. Classe ’84, comasco, Santambrogio era passato al ciclismo pro nel 2004 con la LPR. I primi anni non erano stati facili nonostante il talento che gli era riconosciuto, finchè nel 2009, con la Lampre, era riuscito a sbloccarsi vincendo una classica prestigiosa come la Tre Valli Varesine.

Il corridore lombardo era poi passato alla BMC raccogliendo discreti risultati ma senza riuscire più a vincere e primeggiare. La svolta era avvenuta nel 2013 con l’approdo ad una squadra più piccola, la Vini Fantini di Angelo Citracca e Luca Scinto. Santambrogio era stato uno dei grandi protagonisti di quella stagione, vincendo il Gp di Larciano, arrivando secondo al Giro del Trentino dietro a Nibali e secondo anche nel tappone di Prati di Tivo della Tirreno Adriatico battuto solo da un altro big come Chris Froome.

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Al Giro d’Italia Santambrogio era riuscito a confermarsi su quei livelli vincendo la tappa di Jafferau e lottando per il podio della classifica generale prima di un calo nelle ultime giornate che lo aveva relegato al nono posto. Sembrava l’inizio di una carriera da grande campione ed invece all’indomani della conclusione della corsa rosa arrivò la notizia della positività all’Epo riscontrata ad un controllo effettuato dopo la prima tappa.

Santambrogio fu squalificato per 18 mesi e cercò poi di rientrare con la Amore e Vita al termine di quella sanzione, ma fu trovato positivo al testosterone prima ancora di debuttare. Al corridore fu comminata una nuova squalifica di altri tre anni, scaduta nel 2017. Ora Santambrogio ha ripreso a gareggiare in un nuovo tipo di corse, quelle destinate alle biciclette a scatto fisso, cioè con un unico rapporto, ed ha iniziato vincendo.

La vittoria a Strasburgo

In realtà Mauro Santambrogio non è mai uscito dal mondo del ciclismo in questi anni di squalifica, rimettendosi in gioco in una nuova veste dopo la sua tribolata carriera tra i pro. Dopo la seconda squalifica il corridore comasco ha iniziato l’attività di allenatore, che sta portando avanti ancora oggi, dedicandosi ai cicloamatori con studi di biomeccanica e stage di preparazione.

Parallelamente a questo lavoro Santambrogio ha deciso ora di tornare a pedalare a livello agonistico nelle competizioni per biciclette a scatto fisso, corse spettacolari quanto pericolose che si svolgono in circuiti cittadini. Il 35enne lombardo ha recentemente partecipato a una gara internazionale che si è tenuta a Strasburgo, dove ha vinto, e il 7 settembre correrà un’altra prova ad Amsterdam.

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