Questo è il Nick Kyrgios che piace, il talento straordinario che quando decide di giocare il suo Tennis aggressivo e tiene a freno nei limiti del possibile la sua vena polemica, riesce ad avere la meglio contro chiunque. E Stefanos Tsitsipas non era certamente uno qualunque, testa di serie numero uno e grande favorito dei Washington Open. Ma il greco è stato costretto ad inchinarsi (6-4, 3-6, 7-6 per l'australiano lo score) dinanzi ad un avversario che, nella circostanza, ha saputo gettare il cuore oltre l'ostacolo ed ha sbagliato pochissimo nei momenti decisivi, trovando non si sa dove la forza di uscire dalle sabbie mobili nelle quali il suo ingestibile carattere lo stava affondando.

Uno show, nel bene o nel male, ma è Kyrgios e non potrebbe essere altrimenti. Così il discusso australiano riallaccia il filo del discorso interrotto lo scorso marzo, quando aveva vinto il Torneo Telcel ad Acapulco battendo in finale Alexander Zverev e nell'ultimo atto avrà dunque l'opportunità di vincere il suo sesto titolo Atp. Davvero niente male per un tennista che nel corso della stagione dopo il successo messicano, passando dalla terra battuta all'erba inglese, si era fatto notare soltanto per la sua bocca eccessivamente larga, salvo dimostrare di essere ancora un grande talento impegnando severamente Rafa Nadal a Wimbledon.

Nick è un ciclone, poi cade vittima di se stesso

I due si sono dunque trovati l'un contro l'altro per la prima volta, non era mai accaduto. Curioso che all'inizio della settimana abbiano giocato in doppio nello stesso torneo, ad ogni modo è Kyrgios a dimostrarsi più in palla. Pochi giorni addietro, alla vigilia del torneo, il giovane ellenico aveva sottolineato quanto lui e Nick avessero punti in comune nel loro tennis.

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In effetto sono stati evidenziati anche nel primo parziale solo che l'australiano queste cose le ha certamente fatte meglio, portando a casa il set con il punteggio di 6-4. Nel secondo set si è rivisto invece il solito Kyrgios, quello a cui i nervi cedono fin troppo facilmente: Nick tiene il servizio e piazza il break, poi perde slancio e si fa rimontare. Il pubblico applaude le giocate di Tsitsipas e l'australiano inizia ad imprecare con visibile fastidio ed alcune parole che si sono udite chiaramente sono davvero irripetibili. Lo show è proseguito con una racchetta rotta ed una penalità subita, cronaca di un set regalato all'avversario con Stefanos che ha chiuso sul 6-3.

Il siparietto con il pubblico, le 'scarpe ribelli' di Stefanos e l'emozionante tie-break

Per sua fortuna Nick è stato capace di tornare lucido, ma non prima di regalare ulteriori momenti surreali. Come quando ha interagito con il pubblico chiedendo consigli su come e dove avrebbe dovuto battere, sta di fatto che il giochetto ha funzionato e si è aggiudicato il game di apertura del terzo set. C'è da dire che l'avvio dello stesso è stato ritardato da un problema avuto da Tsitsipas che si è lamentato per i lacci.

Il greco ha cercato infruttuosamente le scarpe di ricambio nella borsa, fino al momento in cui gli sono state praticamente calate giù dalle tribune con Kyrgios che si è trasformato in una sorta di fattorino andandole a prendere e porgendole gentilmente al suo avversario.

Tuttavia il problema alle scarpe si è ripresentanto nei giochi successivi, tant'è che i nuovi lacci gli sono stati consegnati direttamente dal padre.

Tra un'interruzione e l'altra, il gioco è stato parecchio equilibrato con Kyrgios finalmente reattivo e concentrato fino ad un tie-break che è sembrato inevitabile. Qui il ruggito dell'australiano ha travolto Stefanos, come nel primo set e nei primi due games del secondo. Il vantaggio di 5-1 sembra una cassaforte, ma Nick è capace di consegnarne la combinazione ad un avversario che ha rimontato fino all'incredibile 6-5. Poi è risalito con due servizi assolutamente mostruosi, ha subito altri due punti ed alla fine è tornato a servire, stavolta per il match e per la finale che non gli è sfuggita. E considerata la pace fatta in maniera furbesca con il pubblico di Washington, c'è da scommettere che ne avrà tanti dalla sua parte nel match più importante.

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