Con l’avvicinarsi della fine della stagione del Ciclismo professionistico si cominciano anche a fare i conti con gli addii. Chi per motivi di età, chi per problemi fisici o anche per mancanza di motivazioni, saranno in molti i professionisti ad appendere la bicicletta al fatidico chiodo al termine di questo 2019. Alcuni hanno deciso di anticipare i tempi, come Marcel Kittel e Moreno Moser, entrambi logorati in età ancora giovane e scesi definitivamente di bicicletta nei mesi scorsi dopo stagioni tormentate. In tanti invece hanno programmato il ritiro più canonicamente al termine dell’annata.

Kittel e gli altri addii precoci

La già lunga lista dei ciclisti che si ritirano dall’attività professionistica in questa stagione 2019 non comprende solo vecchi corridori sul viale del tramonto per motivi anagrafici. Sorprendentemente ci sono anche diversi atleti potenzialmente ancora nel pieno del vigore fisico, ma che hanno deciso di farsi da parte logorati da un ciclismo sempre più esasperato. A questo proposito è stato emblematico l’addio di Marcel Kittel, uno dei velocisti più forti di sempre, con ben 14 tappe vinte al Tour de France.

Il corridore tedesco ha fatto la sua ultima apparizione ad aprile, nella Scheldeprijs Vlaanderen, dando la chiara impressione di un atleta ormai svuotato. Dopo un periodo di riflessione Kittel ha annunciato prima la rescissione del contratto con la Katusha e poi l’addio definitivo al ciclismo.

Anche se ogni storia ha delle sfumature diverse, hanno dei risvolti simili anche le traiettorie che hanno portato all'abbandono di Moreno Moser, che si è fermato a maggio dopo diverse stagioni di anonimato, e di Peter Kennaugh, che per ora ha ufficialmente solo messo in pausa la sua carriera ma sembra molto lontano dal voler tornare nel ciclismo professionistico.

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C’è poi chi lascia le corse in età ancora giovane per problemi fisici, come il 26enne olandese Daan Olivier e il 23enne svizzero Patrick Muller, o per iniziare nuove pagine della propria vita come il 30enne Marco Minnaard che ha deciso di lavorare nell’azienda di famiglia.

Nocentini e Tuft tra i grandi vecchi

La parte più corposa della lista di corridori che stanno appendendo la bici al chiodo è però composta da chi ha raggiunto un’età tale da poter lasciare con serenità.

Uno dei nomi più importanti che si appresta a ritirarsi dal ciclismo è Rinaldo Nocentini, 42enne toscano che ha vissuto la gioia di portare la maglia gialla del Tour de France per otto giorni. Nocentini vanta una quindicina di vittorie nella sua ventennale carriera, tra cui tante classiche del calendario italiano come la Coppa Placci e il Giro dell’Appennino.

Lascia il ciclismo anche un’ex maglia rosa di lungo corso, Svein Tuft, 42enne canadese.

Grande specialista delle cronometro, Tuft ha ottenuto un argento iridato a Varese 2008 nella prova contro il tempo ed ha vestito la prima maglia rosa al Giro d’Italia 2014.

Altri corridori importanti che smettono di correre sono Mark Renshaw, storico apripista di Cavendish, e Matti Breschel, due volte sul podio ai Mondiali. Tra gli altri si ritirano anche Benoit Vaugrenard, Bart De Clerq, Kenny De Haes, Laurens Ten Dam, Amael Moinard, Hubert Dupont, Samuel Dumoulin, Maxime Monfort, Lars Bak, Roy Curvers, Steve Morabito e Markel Irizar.

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