L’immagine più amara della stagione di Ciclismo per gli appassionati italiani è senz’altro quella del secondo posto di Matteo Trentin ai Mondiali in Yorkshire. Gli azzurri non partivano tra i favoriti per la corsa iridata, ma nel finale tutto sembrava essersi messo nel modo migliore per portare il capitano designato Trentin verso il successo. Dopo aver accarezzato il sogno di rivedere un italiano in maglia iridata, il risveglio è stato brusco e amarissimo, con il successo in volata del danese Mads Pedersen, sorprendente vincitore davanti all’azzurro.

Trentin: ‘Non si vince con i se e i forse’

Quel secondo posto ai Mondiali apparentemente di grande rilievo ma in realtà vissuto come una cocente sconfitta per via di una corsa che ormai sembrava in pugno, non è ancora stato digerito da Trentin.

“Mi sento sempre molto male, continuo a pensarci, a cambiare le cose nella mia mente, a chiedermi cosa avrei potuto fare di diverso”, ha dichiarato ad Eurosport il capitano della squadra azzurra, che ha trovato però la risposta più semplice ai suoi tormenti.

“Mads Pedersen era più forte. Ho rivisto le immagini, nello sprint mi ha superato con facilità. Forse avrei potuto fare qualcosa di diverso, posso trovare delle scuse, ma non si vince con i se e con i forse”, ha aggiunto Trentin.

'Pantani personalità unica'

Matteo Trentin ha tracciato anche un bilancio della sua stagione, la seconda ed ultima vissuta in maglia Mitchelton Scott. L’ex Campione Europeo ha concluso il suo 2019 correndo in Cina il Tour de Guangxi dove ha conquistato ben quattro podi ma senza riuscire a vincere.

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La costanza di rendimento è stato il segno distintivo della stagione del trentino, che però ha mancato il grande risultato nelle classiche di primavera, uno degli obiettivi che si era prefissato. “Sono abbastanza contento della mia stagione. Ho finito con sei vittorie e sono stato regolare con delle belle prestazioni per tutto l’anno. Il momento più grande è stato il successo al Tour de France, e anche se ora non mi piace, il secondo posto ai Mondiali”, ha dichiarato ad Eurosport il corridore della Mitchelton, a cui è mancata un po’ di fortuna nelle classiche.

“Non si può dire che non ero ad un buon livello, ma non è andata come volevo. Ho attaccato più volte, come alla Sanremo, a quel punto era tutto o niente e alla fine non è andata” ha spiegato l’azzurro.

Trentin ha poi speso parole importanti per Alaphilippe, non solo per i suoi risultati ma per il modo di interpretare le corse, capace di trascinare ed entusiasmare la gente come non succedeva da tempo, azzardando un paragone con Pantani.

“Pantani era una personalità unica, attirava le folle sulle strade ad urlare il suo nome. Penso che quest'anno abbiamo vissuto la stessa esperienza con Alaphilippe ed era molto tempo che qualcuno non riusciva a farlo in un grande giro. Persino Nibali non è quello che è stato Pantani e che è stato Alaphilippe quest'anno”, ha commentato l’ex Campione d’Europa. Il quale è pronto ora ad iniziare una nuova avventura con la CCC, la squadra polacca dove correrà nel 2020 al fianco di un grande specialista delle classiche come Greg Van Avermaet.

“Penso che sarà un vantaggio per noi essere in due e quindi avere un’altra carta da giocare” ha dichiarato Trentin, spegnendo sul nascere il possibile dualismo con il Campione olimpico.

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