Dalla Danimarca arriva una notizia che potrebbe sconvolgere la stagione della Astana. Secondo il quotidiano Politiken, la CAFD (Fondazione Antidoping del Ciclismo) avrebbe condotto un’inchiesta su Jakob Fuglsang e Alexey Lutsenko per provare la collaborazione dei due corridori con il dottor Michele Ferrari, medico squalificato a vita per doping. La notizia dell’esistenza di questo dossier non è stata confermata dagli organi ufficiali, ma altri media dell’area nordica, come la tv danese DR e il giornale norvegese VG, hanno avvalorato la tesi di Politiken.

La Astana si è affrettata a smentire tutto con un comunicato sul proprio sito, ed anche il dottor Ferrari ha dichiarato di non essere più in contatto con i corridori della Astana ormai da molti anni.

Il presunto dossier della CAFD

Lo scoop pubblicato su Politiken parla di un dossier di 24 pagine redatto al termine di un’inchiesta condotta dalla CAFD, un organismo indipendente commissionato dall’Uci per definire e implementare le strategie antidoping nel ciclismo. Questo presunto dossier rivelerebbe l’esistenza di una collaborazione tra due degli atleti di punta della Astana, principalmente il danese Jakob Fuglsang ma anche il kazako Alexey Lutsenko, con il dottor Michele Ferrari, squalificato a vita per doping.

Secondo Politiken il corridore danese è stato visto più volte vicino a Monaco mentre sosteneva degli allenamenti dietro moto insieme a Ferrari. Il medico sarebbe stato presente alla Volta Catalunya con la Astana e si parla anche di un incontro a Monaco tra lo stesso Ferrari e i due corridori del team kazako, Fuglsang e Lutsenko.

Astana: ‘Siamo impegnati nella lotta al doping’

In attesa di conferme o smentite dagli organi ufficiali, la Astana ha pubblicato una dichiarazione in cui nega ogni collaborazione con il dottor Ferrari e altri medici sotto squalifica.

“Il Team Astana ha preso atto dell’articolo apparso sui media danesi e norvegesi dell’esistenza di un presunto rapporto di CAFD che sospetta di un contatto tra alcuni nostri corridori e lo squalificato dottor Michele Ferrari” si legge nel comunicato diffuso dalla squadra kazaka.

“Astana è impegnata nella lotta al doping. La squadra richiede a tutti i suoi corridori di rispettare gli obblighi previsti dalle normative antidoping, incluso il divieto di collaborare con medici squalificati.

La squadra non collabora con nessun medico sospetto, come il dottor Michele Ferrari. I corridori non sono autorizzati a consultare nessun medico esterno al team per nessuna attività” ha dichiarato la squadra kazaka sottolineando che nessuna procedura è stata avviata contro i suoi corridori.

Ferrari: ‘Mai stato condannato’

Anche il dottor Ferrari ha voluto rispondere alle accuse di essere ancora attivo nel mondo del ciclismo nonostante la squalifica a vita. Sul suo sito 53x12 il discusso medico ha pubblicato una netta smentita ad ogni punto della ricostruzione di Politiken, affermando tra l’altro di non aver nessuna relazione con i corridori della Astana da oltre dieci anni e di non essere presente alle corse dal lontano 1994.

La presa di posizione del dottor Ferrari si conclude con “non sono mai stato condannato per fatti doping”, un’affermazione che si riferisce alla giustizia ordinaria, mentre quella sportiva lo ha bandito a vita.

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