Dopo un lungo periodo di silenzio, in queste settimane così calde e difficili anche per il mondo del Ciclismo, l’Uci sta finalmente provando a prendere in mano la situazione. Il presidente della Federazione Internazionale David Lappartient ha annunciato le prime misure per far fronte alla raffica di annullamenti causati dall’emergenza coronavirus e per provare a rimettere in moto la stagione del ciclismo una volta che la situazione sarà tornata alla normalità. Lappartient ha annunciato che l'attività sarà prolungata di un paio di settimane, fino al termine di ottobre, spiegando che, nell’ultima parte dell’anno, dovrebbero essere riproposte le grandi gare che sono state cancellate, dalle classiche monumento al Giro d’Italia.

Ciclismo fermo fino al 30 aprile

In un’intervista a France Tv Sport, il presidente dell’Uci David Lappartient ha spiegato come si sta muovendo la Federazione, insieme alle altre componenti del ciclismo, per gestire questa difficile situazione. Il dirigente francese ha intanto bloccato il calendario fino al 30 aprile, intervenendo così sulle poche società organizzatrici, come quella dell’Amstel Gold Race, che ancora speravano di poter mandare in scena le proprie corse.

Lappartient ha parlato in video conferenza sia con il Presidente del Cio Thomas Bach, sia con gli organizzatori delle corse cancellate per mettere sul tavolo idee e opzioni per riprogrammare la stagione del ciclismo.

“Nelle settimane a venire lavoreremo per rimodellare il calendario, ovviamente in base all’evoluzione dell’epidemia. La prima possibilità è di riproporre le corse monumento in autunno. Per questo abbiamo la possibilità di posticipare la fine della stagione di due settimane, vale a dire fino al 31 ottobre”, ha dichiarato il presidente dell’Uci.

Dubbi anche sul Delfinato

Lappartient ha ribadito che non ci sono certezze su quando l’attività del ciclismo professionistico potrà riprendere, mettendo in dubbio anche lo svolgimento del Giro del Delfinato.

Con il blocco delle corse imposto fino al 30 aprile e l’annullamento già deciso dal Giro d’Italia, sarebbe proprio la corsa francese il prossimo evento del calendario World Tour, con il via fissato per il 30 maggio.

“La decisione di organizzare questo tipo di corse a tappe deve essere presa tre settimane prima, il tempo necessario per garantire le condizioni di sicurezza. Per esempio una delle domande è se l’organizzazione sarà in grado di disporre delle forze di polizia necessarie per garantire la sicurezza sulla strada; ovviamente ci saranno delle risorse mobilitate altrove.

Bisognerà prendere una decisione e ottenere l’autorizzazione delle prefetture in funzione della situazione dell’epidemia tre settimane prima della corsa, quindi a inizio maggio per il Delfinato che parte il 30”, ha commentato Lappartient, esprimendo la sua incertezza sulla possibilità di rimettere in moto la stagione del ciclismo con la corsa francese.

‘Giro da ridisegnare e forse non della stessa durata’

David Lappartient ha però espresso la sua ferma volontà di voler recuperare le corse che rappresentano un patrimonio storico per il ciclismo: le grandi classiche monumento e il Giro d’Italia. Uci e Rcs (Federazione e società organizzatrice della corsa rosa) hanno trovato un’opzione interessante che guarda al finale di stagione.

“Con Rcs stiamo lavorando per trovare un posto per il Giro d’Italia, senza dubbio in autunno”, ha spiegato il dirigente francese, parlando di una corsa rosa che non partirà più dall’Ungheria e che dovrà essere “ridisegnata e forse non della stessa durata. Ma il Giro, insieme alle classiche annullate, è ovviamente una delle nostre priorità e abbiamo grandi speranze di vederle correre. Per il Tour de France al momento nulla è cambiato”, ha concluso Lappartient.

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