Un grave lutto colpisce il pugilato e tutto il mondo dello sport italiano. Si è spento nella sua Rimini all'età di 82 anni Elio Ghelfi, il grande 'maestro' della Boxe. Ex pugile senza successo, aveva poi acquisito una meritata fama allenando numerosi talenti che avrebbero poi avuto la bravura di diventare campioni olimpici e, nella successiva carriera da professionisti, vestito anche cinture mondiali. Era malato da tempo.

Il figlio Ivan: 'Per i suoi ragazzi era un babbo'

Ormai da tre mesi Elio Ghelfi non usciva da casa a causa della grave malattia con cui stava lottando.

Nel pomeriggio del 15 marzo le sue condizioni sono improvvisamente peggiorate ed una crisi respiratoria lo ha condotto alla fine. "Gli hanno fatto anche il tampone, ma è risultato negativo - ha detto ai cronisti del Corriere Romagna il figlio Ivan - e purtroppo, di questi tempi, è impossibile fare una cerimonia pubblica per le esequie". Ivan Ghelfi ha ricevuto parecchie telefonate dagli ex allievi del padre. "I suoi ragazzi sono arrabbiati, avrebbero voluto salutarlo. Per molti di loro non era solo un allenatore, ma un babbo".

La speranza della famiglia è quella di poter dedicare un momento pubblico alla sua memoria quando l'emergenza sanitaria sarà passata.

Allenatore di grandi talenti

Elio Ghelfi era nato a Rimini l'1 giugno 1937. Innamorato del pugilato, da giovane aveva provato la carriera sul ring, ma non avrebbe mostrato quel talento sfoderato poi all'angolo di giovani pugili. "Non avevo il pugno e nemmeno il coraggio, quando sono passato professionista ho fatto cinque combattimenti e li ho persi tutti.

Visto che mi funzionava ancora il cervello, ho deciso di smettere", dirà in un'intervista di qualche anno fa. Si era dunque ritirato dopo pochi match da professionista lavorando in seguito per l'azienda Amir, ma un passo dopo l'altro si sarebbe affermato come allenatore di boxe e come manager.

Tra i pugili da lui allenati il peso massimo Alfio Righetti, capace nel 1977 di far tremare il futuro campione del mondo Leon Spinks.

Poi i fratelli Loris e Maurizio Stecca, Franceso Damiami, Sumbu Kalambay e Giovanni Parisi: sono tutti passati dalle sue abili mani e, nel prosieguo delle loro carriere, sono diventati campioni nel mondo nelle rispettive divisioni di peso. Senza contare il 'guerriero' Luigi Minchillo, campione europeo ed avversario a livello mondiale di pugili del calibro di Roberto Duran, Thomas Hearns e Mike McCallum. Nel suo palmares da allenatore due medaglie olimpiche ai Giochi di Los Angeles del 1984: l'oro di Maurizio Stecca nei gallo e l'argento di Francesco Damiani nei supermassimi. "Puntavo molto sulla scherma dei pugili - raccontò in un'intervista al Corriere Romagna rilasciata nel 2017, in occasione del suo 80esimo compleanno - e quando vedevo combattere Maurizio Stecca mi venivano le lacrime agli occhi".

Nella stessa intervista definì Francesco Damiani "il più intelligente" tra i pugili da lui allenati. "Gli devo molto", ammise l'anziano coach.

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