Lo scontro senza esclusione di colpi tra Roberto Visentini e Stephen Roche al Giro d'Italia 1987 è una delle pagine più controverse, chiacchierate ed emblematiche della storia del Ciclismo. Compagni di squadra e capitani della fortissima Carrera, con caratteri e modi di correre molto diversi, il bresciano e l'irlandese infiammarono una corsa che nell'ambiente del ciclismo fa ancora discutere a distanza di tanto tempo.

Saldamente in maglia rosa, Visentini fu attaccato a sorpresa da Roche nella tappa di Sappada, una mossa interpretata come un tradimento dal leader della corsa che andò in crisi di nervi lasciando la strada aperta al rivale tra mille polemiche.

L'alleanza tra Roche, Schepers e la Fagor

Dietro ai fatti del Giro d'Italia 1987 si nascondono una serie di alleanze segrete, intrecci e accordi che non erano così rari nel ciclismo di quei tempi ormai lontani. La Carrera si era presentata al via della corsa rosa come la squadra da battere, una vera corazzata con il campione in carica Roberto Visentini, un altro pretendente al successo finale come Stephen Roche ed altri nomi importanti come Chiappucci, Ghirotto, Cassani, il velocista Bontempi e il belga Eddy Schepers. Quest'ultimo, molto amico di Roche, si rivelò di vitale importanza nello scacchiere strategico costruito abilmente dall'irlandese.

Schepers in realtà non avrebbe neanche dovuto disputare quel Giro d'Italia, perché il ds della Carrera Davide Boifava voleva preservarlo per il Tour de France.

Il belga però spinse Roche a imporre la sua presenza nella corsa rosa: "Avevo bisogno di soldi e in quel periodo il montepremi del Giro era più alto di quello del Tour, soprattutto se correvi per una squadra forte. Così ho detto a Roche: ascolta, corro per te tutto l'anno ma ora c'è una situazione in cui posso guadagnare un po' di soldi e non posso partecipare.

Puoi fare qualcosa a riguardo?", ha raccontato Schepers a Cyclingnews, ricordando quel tumultuoso Giro d'Italia. Roche non perse l'occasione di poter avere con sé un gregario fedele nella prevista partita interna alla Carrera contro Visentini e impose la presenza di Schepers.

Dopo le prime tappe Roche prese la maglia rosa e Schepers ebbe l'occasione di cercare una vittoria di tappa entrando in una fuga nella giornata che si concludeva sul Terminillo.

Il belga però, che era in testa insieme al francese Bagot del team Fagor, lasciò la vittoria all'avversario, un favore che poi sarebbe dovuto essere restituito nei giorni successivi.

Il tradimento di Roche

Tutto il progetto imbastito da Roche sembrò frantumarsi nella cronometro di San Marino, una tappa in cui Visentini vinse in maniera eclatante, dando quasi tre minuti di distacco all'irlandese. La maglia rosa passò sulle spalle del corridore bresciano, che pareva ormai lanciato verso il successo finale quando nella tappa che portava il gruppo a Sappada avvenne il fattaccio.

Roche attaccò a sorpresa nella discesa dalla Forcella di Monte Rest. "Nessuno sapeva che l'avrebbe fatto, nemmeno io", ha confidato Schepers.

Roche trovò nel suo attacco anche l'aiuto di Bagot, proprio il francese che aveva vinto sul Terminillo, e la mossa provocò le ire di Visentini, punto dalla provocazione del compagno di squadra vissuta come un vero tradimento.

L'ammiraglia della Carrera ordinò a tutti i suoi corridori di andare in testa al gruppo per aiutare Visentini e riprendere la fuga con Roche, ma Schepers non obbedì all'ordine.

Eddy Schepers: 'Senza la maglia rosa ci avrebbero mandato a casa'

La rincorsa della Carrera andò a buon fine prima della salita finale verso Sappada, ma Visentini, ormai furioso per l'accaduto, non riuscì a reagire e andò incontro ad una clamorosa crisi. Sulle prime rampe di quella salita si consumò lo strappo decisivo in seno alla Carrera.

Schepers disobbedì ancora agli ordini di aiutare Visentini e si avvicinò a Roche.

"Sono andato da Stephen e gli ho detto che avrei dovuto aspettare Visentini a meno che mi avesse assicurato che avremmo corso insieme anche nella stagione successiva", ha ricordato ancora l'ex corridore belga che era in scadenza di contratto con la Carrera. "Stephen mi disse di restare con lui ed è qui che la nostra amicizia è diventata ancora più stretta", ha continuato Schepers.

A Sappada, Roche si rimpossessò così della maglia rosa nel modo più clamoroso, approfittando della crisi di Visentini, ormai lontano più di tre minuti e precipitato al settimo posto in classifica generale. "Se Stephen non avesse preso la maglia rosa ci avrebbero mandati a casa", ha raccontato Schepers, ricordando il clima rovente in casa Carrera.

Vista la situazione, però, la squadra difese l'irlandese negli ultimi giorni di corsa, anche se sulle strade il pubblico non fu tenero nei suoi confronti dopo quanto accaduto a Sappada. "Sembrava davvero che ci fosse una guerra", ha rivelato Schepers, riferendosi alla scalata della Marmolada tra le proteste dei tifosi.

Concluso vittoriosamente il Giro d'Italia, Roche completò la sua stagione da sogno vincendo anche il Tour e i Mondiali e nel 1988 si accasò alla squadra francese Fagor portando con sé il fidato scudiero Eddy Schepers.

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