"Perché dal 4 maggio via libera solo agli sport individuali e non a tutti? A me sembra anche assurdo chiederlo. Dovevamo consentire una riapertura graduale e mi pare evidente, anche a chi vuole fare finta di non sentire, che gli sport individuali impegnano un numero minore di persone": ad esprimersi in questi termini il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che all'interno di una diretta Facebook ha toccato vari argomenti legati alla ripresa delle attività sportive a margine della cosiddetta Fase 2.

L'intervento di domenica sera del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto emergere alcune incertezze legate a quel che si potrà realmente fare, risulta così fondamentale adesso che si proceda alla stesura e invio dei regolamenti attuativi per la pratica dei diversi sport individuali che saranno abilitati a ripartire dal 4 maggio in poi.

Sport dal 4 maggio: solo gli individuali perché impegnano un numero minore di persone

Spadafora ha dunque evidenziato che, nell'ottica di una riapertura graduale delle attività, è stato pensato di dare il via libera solo agli sport individuali perchè impegnano un numero decisamente minore di persone e perchè dal punto di vista organizzativo sono di più facile gestione rispetto agli sport di squadra. Il Ministro ha spiegato che serve ancora un po di pazienza in vista di lunedì 4 maggio dato che in queste ore verrà inviato al Comitato Tecnico Scientifico un protocollo di regole che dovranno essere seguite per la ripresa degli sport individuali. Questo protocollo dovrà essere approvato dal Comitato, ri-emanato e solo allora diffuso ai cittadini.

Spadafora: 'Ripresa allenamenti non significa che ripartirà il campionato di calcio'

Il tema più spinoso dell'intervento di Spadafora ha poi ovviamente interessato il mondo del calcio e della Serie A in particolare. Spadafora ha dichiarato di non avere nulla contro il mondo del pallone sottolineando però come occorra rispettare in pieno le regole.

Molto probabilmente, dal 18 maggio ripartiranno gli allenamenti delle squadre, ciò non significa però che il campionato ripartirà: di fatti appare basilare evitare che la ripresa del calcio possa comportare nuovi contagi, per tornare in campo serviranno rispetto delle regole ed una curva epidemiologica confortante, cosa quest'ultima del tutto ignota al momento.

Solo il tempo insomma potrà dire se si creeranno o meno le condizioni per tornare a calcare il verde del terreno di gioco.

Il Ministro ha così lanciato un appello affinchè si eviti di muovere 'certa stampa' allo scopo di fare pressione sulla politica e sul governo per cercare di orientare certe scelte. Spadafora ha dichiarato che questa con lui è una tecnica che non funziona: "Sento parlare di immobilismo e indecisionismo e tutto questo lo trovo assurdo. Sono consapevole che il calcio è uno degli elementi più importanti di questo paese, sia come elemento sociale che di economia. Il campionato dovrebbe riprendere a metà giugno secondo le stesse previsioni della Figc. È un tempo lunghissimo durante il quale non siamo in grado di sapere, non lo sa nessuno, quale sarà l’evoluzione".

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