Tom Dumoulin ha deciso di annullare la sua iscrizione personale al Movimento per un Ciclismo Credibile, l’Associazione di cui fanno parte alcune squadre e corridori e che impone regole antidoping ed etiche più rigide rispetto a quelle ufficiali. Il campione olandese, pur apprezzando l’impegno dell’associazione, ha criticato alcuni comportamenti tenuti negli ultimi tempi. Secondo il vincitore del Giro d’Italia 2017, il Movimento sarebbe dovuto intervenire per bloccare la Parigi-Nizza, la corsa che si è svolta nel periodo in cui è esplosa l’emergenza sanitaria. Oltre a questo atteggiamento indifferente in un momento così critico, Dumoulin ha disapprovato anche la presa di posizione del Movimento sull'uso dei chetoni.

Il Movimento per un Ciclismo Credibile

Il Movimento per un Ciclismo Credibile è nato nel 2007 con l’intento di ripulire l’immagine dello sport della bicicletta danneggiata dai numerosi casi di doping, ma solo dopo qualche anno ha cominciato a riscuotere un certo interesse tra le squadre più importanti. Questa associazione prevede un regolamento molto più rigido in tema di antidoping e comportamenti etici rispetto a quello ufficiale. Le squadre che decidono di farne parte, così come i corridori che si associano a livello personale, sono tenute a rispettare queste regole. Tra le altre norme del Movimento figurano quelle che vietano di ingaggiare corridori già squalificati per doping in passato, e le regole molto rigide sull’uso del cortisone e di altri farmaci.

Tom Dumoulin: ‘La Parigi-Nizza è stata una farsa’

La Jumbo Visma non fa parte del Movimento per un Ciclismo Credibile, ma Tom Dumoulin era iscritto all'associazione in forma individuale. L’ex iridato a cronometro ha annunciato al sito olandese Wielerflits di aver annullato la sua iscrizione sentendosi deluso dall'atteggiamento assunto dal Movimento durante la Parigi-Nizza e sul tema dei chetoni.

“Mi piace la filosofia del Movimento, perseguono uno sport più pulito e non considerano le attuali regole antidoping abbastanza rigide, specialmente sul tema dell’uso del cortisone” ha dichiarato Dumoulin. Il campione olandese ha però sottolineato come un organismo che punta a lottare contro il doping, ma anche a proteggere la salute dei corridori, avrebbe dovuto far sentire la sua voce durante la Parigi-Nizza, disputata a inizio marzo nonostante l’esplodere dell’emergenza sanitaria.

“La Parigi-Nizza è stata una farsa. A mio avviso non si doveva correre. C’era già l’epidemia di coronavirus, anche in Francia. C’erano dei problemi seri e il Movimento non ha detto nulla a riguardo” ha spiegato Tom Dumoulin.

‘Hanno inventato la storia che i chetoni sono molto pericolosi’

Il tema che sembra aver segnato di più la spaccatura tra Dumoulin e il Movimento per un Ciclismo Credibile sembra però essere quello relativo all'uso dei chetoni, un particolare integratore alimentare che sta suscitando un acceso dibattito nel mondo dello sport. Questo prodotto viene assunto sotto forma di bevanda, è un integratore alimentare e non è considerato un prodotto dopante. Diverse squadre che nelle ultime stagioni hanno raccolto grandi successi, tra cui la Jumbo Visma e la Deceuninck Quickstep, hanno confermato di usare i chetoni.

Tuttavia permangono diversi dubbi sull’utilizzo di questo prodotto e sui possibili effetti negativi che potrebbe avere a lungo termine sulla salute. Per questo alcune squadre hanno vietato ai propri corridori di farne uso e anche il Movimento per un Ciclismo Credibile si è schierato in maniera aperta e dura contro i chetoni.

Tom Dumoulin non ha apprezzato questa presa di posizione del Movimento, bollandola come una menzogna: “Hanno inventato la storia secondo cui i chetoni sono molto pericolosi. Ho pensato che fosse un atteggiamento molto ipocrita del Movimento. Noi alla Jumbo Visma usiamo i chetoni, quindi sarebbe un po’ ipocrita per me far parte del Movimento. Queste due cose insieme mi hanno spinto a cancellarmi” ha spiegato Dumoulin.

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