Dopo una lunga assenza dal mondo del Ciclismo è tornato a parlare uno dei corridori più chiacchierati della scorsa generazione, Emanuele Sella. Il vicentino classe ’81 ha vissuto una carriera segnata da una clamorosa vicenda di doping che ha spazzato via l’entusiasmo per un Giro d’Italia, quello del 2008, corso da fenomeno. Sella riuscì a vincere in quel Giro ben tre tappe di montagna con fughe infinite e spettacolari, per poi rimanere invischiato subito dopo nelle maglie della rete antidoping. Tornato a correre dopo la squalifica per una dignitosa seconda parte di carriera, Sella è ora uscito del tutto dal mondo del ciclismo e nella sua nuova vita percorre circa 100.000 chilometri all'anno alla guida di un camion.

Emanuele Sella: ‘Cesena la vittoria del cuore’

Emanuele Sella è tornato a farsi sentire dalle pagine di Tuttobiciweb e del podcast BlaBlaBike. L’ex corridore vicentino ha ricordato quella che è rimasta come la vittoria più bella della sua carriera, la più genuina e inattesa, quella ottenuta a Cesena in una tappa del Giro d’Italia 2004. Lo scalatore veneto era appena diventato professionista con la Ceramica Panaria – Margres e si ritrovò subito catapultato sulla scena di una delle corse più grandi del mondo. Sella mise in luce ottime doti di scalatore e tanta generosità, qualità che con un pizzico di fortuna lo portarono ad un insperato successo di tappa.

“Senza dubbio la vittoria del cuore è stata Cesena al Giro 2004, per tanti motivi.

Ero al primo anno da professionista. Dopo cinque mesi che ero professionista ho avuto la fortuna di essere selezionato per il Giro d’Italia dove sono capitato con tanta grinta, con entusiasmo a mille” ha ricordato il 39enne vicentino. “Sono capitato un giorno in una fuga giusta, sono riuscito a vincere la tappa, la prima e la più bella.

Ho bellissimi ricordi di quel giorno e forse se smettevo allora ero già felice così per la mia carriera” ha continuato Sella aprendo la pagina dei rimpianti per quanto accaduto successivamente.

‘Una macchia indelebile’

Dopo alcune stagioni a buon livello ma senza acuti da campione, la carriera di Sella subì una svolta al Giro d’Italia 2008, il primo vinto da Alberto Contador, il primo anche dopo l’introduzione del passaporto biologico che dette un cambio di passo nella lotta al doping.

Il vicentino perse diversi minuti nelle prime tappe, uscendo dai piani alti della classifica, ma poi fu mattatore assoluto sulle montagne vincendo all’Alpe di Pampeago, al Passo Fedaia e a Tirano, successi maturati al termine di infinite fughe solitarie.

Quell'esplosione inattesa e in termini perfino esagerati suscitò al tempo stesso entusiasmi e sospetti. Qualche settimana dopo arrivò poi la doccia gelata per Sella: una positività al cera, l’epo di nuova generazione che in quegli anni costò cara a molti corridori. Le vittorie al Giro non furono cancellate ufficialmente, anche se il loro valore, per stessa ammissione del corridore, non può certo essere lo stesso.

Ancora oggi, dopo tanti anni, Sella ricorda quel Giro e tutto il periodo successivo, con grande amarezza.

“È una macchia indelebile nella mia vita, nella mia carriera ciclistica più che altro. Sono errori di gioventù che ho commesso, errori gravissimi. È stato un errore che non dovevo fare, mi è costato caro, carissimo. Ho ancora vergogna di quella situazione, non lo nego perché è stata per me una brutta esperienza, però ho avuto la famiglia accanto che mi è stata vicina in quel periodo” ha ricordato Emanuele Sella.

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