La Ferrari ha deciso di abbandonale la linea orizzontale, ossia la “macchina di tutti”. A partire da ieri, 22 luglio, lo schema che vedeva tutti sullo stesso piano, dal verniciatore al telaista e dal motorista agli esperti di aerodinamica, è entrato ufficialmente tra le cose del passato. La scuderia di Maranello ha deciso di archiviare quell’assetto di gestione, unico in F1, del progetto, che era stato definito “coop rossa”, e che ha dato i suoi frutti nei campionati 2017 e 2018, quando le Rosse arrivarono a lottare per la leadership del mondiale.

L’inizio dell’era “Performance Development”

“Sviluppo della perfomance”.

Queste tre parole rappresentano il principio di una nuova era per la Ferrari. Dopo il doppiaggio a cui sono state sottoposte le rosse in pista in Ungheria, la necessità di un segnale di discontinuità era richiesta in modo diffuso. Pertanto, ieri, 22 luglio, è stata data la notizia dell’abbandono della struttura orizzontale e l’avvio di una nuova tipologia di linea di comando nell’operatività dell’area tecnica. Questa decisione è stata presa per migliorare proprio le prestazione e rendere la struttura organizzativa più efficiente. Con questo cambiamento, ogni responsabile di area potrà disporre delle deleghe necessarie per il conseguimento degli rispettivi obiettivi.

La struttura di “Sviluppo della performance”

La nuova area verrà gestita da Enrico Cardile in collaborazione con David Sanchez. I due uomini hanno già lavorato insieme nel comparto aerodinamico della SF1000. Le novità, sostanzialmente, terminano qui, perché Enrico Gualtieri continuerà a lavorare sulla power unit, e Laurent Mekies sarà sempre direttore sportivo e responsabile delle operazioni in circuito.

Anche Simone Resta proseguirà ad avere il suo incarico al vertice dell’area ingegneria e telaio. Inoltre, la scuderia di Maranello, con questo cambio di assetto, si avvarrà della consulenza di Rory Byrne: ‘il vecchio saggio’ dell’era Schumacher e Todt.

La nuova filosofia di Mattia Binotto

Il team principal della Ferrari, Mattia Binotto, ha affermato che tutte le persone che lavorano a Maranello sono di “assoluto livello” e non ci sono aspetti da invidiare nei confronti dei “maggiori concorrenti” delle Rosse.

Binotto ha confermato che era giunto il monto di un passaggio “forte di discontinuità”. Questo cambiamento è avvenuto, pertanto, aumentando le “responsabilità” di ogni vertice di “ciascuna area”. Il managing director ha ribadito, infine, che questo cambio di assetto rappresenta il fattore costitutivo di un processo per avviare “un nuovo ciclo vincente” e di lungo periodo.

Non resta che attende il prossimo Gran Premio per verificare se i primi segnali del passaggio a questa nuova era verranno messi in pratica dalla Ferrari proprio il 2 agosto sul circuito di Silverstone.

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