Sfreccia un giovane azzurro sul traguardo della prima tappa del Tour de l’Ain, corsa molto attesa per la straordinaria partecipazione che vede al via quasi tutti i principali favoriti del Tour de France. Andrea Bagioli, talento emergente della Deceuninck Quickstep, si è preso il lusso di battere i big presenti al via, in un finale che si è rivelato più difficile del previsto, anche per la determinazione con cui Primoz Roglic è entrato in scena personalmente. Il campione di Slovenia ha forzato l’andatura su una breve salita in prossimità dell’arrivo, trovando l’aiuto del nuovo compagno di squadra Tom Dumoulin, ma ha dovuto cedere in volata al giovane corridore italiano.

Tour de l’Ain con i tridenti di Ineos e Jumbo Visma

Il Tour de l’Ain, corsa francese in tre tappe che è scattata oggi, è salita quest’anno nelle attenzioni degli appassionati grazie ad una starting list davvero eccezionale e del percorso con tante salite che preannuncia un’anteprima di Tour de France. Al via si sono infatti presentati i tridenti della Ineos e della Jumbo Visma, le due squadre che si promettono battaglia per conquistare il prossimo Tour. Da una parte i britannici con Geraint Thomas, Chris Froome e Egan Bernal, ancora in lotta per definire le gerarchie interne per il Tour, e dall’altra la Jumbo di Primoz Roglic e Steven Kruijswijk rinforzata dal nuovo arrivo Tom Dumoulin, alla corsa di debutto con la maglia gialla e nera.

A questi tridenti delle meraviglie si sono aggiunti anche altri big come Quintana, Mollema e Aru per far salire l’interesse nei confronti del piccolo Tour de l’Ain.

Questa prima tappa prometteva un po’ di spazio per i velocisti, prima di due frazioni decisamente riservate agli scalatori, ma la situazione non si è rivelata favorevole alle poche ruote veloci del gruppo.

Nelle fasi iniziali è partita una fuga con Alexys Brunel (Groupama-FDJ), Martin Salmon (Team Sunweb), Michal Paluta (CCC Team) e Ivan Centrone (Natura4Ever – Roubaix Lille Métropole). Il tentativo d’attacco è stato annullato ad una decina di chilometri dall’arrivo, con la Jumbo Visma e la Ineos schierate in due file parallele in testa al gruppo in un confronto dal sapore di Tour de France.

Roglic attacca, ma vince Bagioli

Il finale è stato più movimentato del previsto, grazie ad una breve salita non contrassegnata come Gpm e all’aggressività con cui la Jumbo Visma, e in particolar modo Primoz Roglic, ha interpretato la corsa. Lo sloveno, al debutto con la maglia di Campione nazionale, ha forzato il ritmo nel tratto in salita, riuscendo a mettere in fila il gruppo e provocare qualche frazionamento. Egan Bernal lo ha marcato stretto senza concedergli spazio e collaborazione, mentre Thomas è apparso un po’ meno reattivo e Froome è scivolato nelle retrovie.

Dopo lo scollinamento, ormai in vista dell’ultimo chilometro, Roglic ha trovato la collaborazione di Tom Dumoulin, che gli ha tirato la volata.

Roglic ha però tardato a lanciarsi nel suo sprint e Andrea Bagioli arrivando da dietro lo ha passato a gran velocità proprio sulla linea d’arrivo. Il giovane corridore della Deceuninck Quickstep, neoprofessionista e atteso tra i possibili campioni del Ciclismo italiano della nuova generazione, ha così centrato il primo successo in carriera in un contesto di particolare valore tecnico. Roglic si è dovuto accontentare della seconda piazza davanti a Bissegger, giovane svizzero molto interessante, e a Dumoulin.

Nelle prime posizioni è da segnalare anche il bel sesto posto di un altro giovane azzurro, Giacomo Garavaglia, del Team Kometa Xstra, la formazione di Contador e Basso.

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