Con la tappa che domenica 11 ottobre ha portato il gruppo a Roccaraso, il Giro d'Italia ha archiviato la prima settimana di corsa, arrivando al giorno di riposo. Per tutti è stata l'opportunità di recuperare le energie dopo una prima parte di corsa condotta ad alta velocità e falcidiata dal maltempo, ma anche di analizzare quanto successo finora. La competizione ha già riservato molte sorprese, soprattutto i ritiri di due dei principali favoriti come Geraint Thomas e Simon Yates, ma anche la presenza in alta classifica di diversi nomi inattesi, a partire dalla maglia rosa Joao Almeida. Le due settimane di Giro che restano sono cariche di incognite, sia per il maltempo che potrebbe cambiare il percorso e togliere le grandi montagne, che per la preparazione inedita a cui sono stati costretti i corridori in questa stagione del tutto anomala.

Approfittando del giorno di riposo, Vincenzo Nibali, l'uomo più atteso di questo Giro d'Italia, ha parlato di tutti questi temi.

Nibali, l'errore con la mantellina

Nibali non è stato brillantissimo nella nona tappa, quella che si è conclusa in salita a Roccaraso. Il capitano della Trek Segafredo ha fatto lavorare la sua squadra sulla penultima salita, quella di Bosco Sant'Antonio, ma la battaglia tra gli uomini di classifica si è accesa solo nelle ultime centinaia di metri, complice un percorso poco adatto agli attacchi. Nibali non è riuscito a reagire al cambio di ritmo imposto da Fuglsang e Kelderman, e ha perso 14". Il due volte vincitore del Giro ha spiegato di essere arrivato alle battute finali infreddolito.

"Ho fatto lo sbaglio di togliermi la mantellina, sarebbe stato meglio tenerla fino alla fine", ha dichiarato il 35enne siciliano.

Il leader della Trek si è infatti sbarazzato della mantellina sulla salita finale, che però comprendeva anche un tratto in contropendenza, una breve discesa nella quale ha patito il freddo non riuscendo poi ad essere reattivo nella parte finale più ripida.

"Non riuscivo ad alzarmi sui pedali", ha rivelato Nibali alla Gazzetta dello Sport, parlando anche di un finale poco adatto alle sue caratteristiche tecniche per giustificare questo risultato non esaltante. "Stavo bene ma era un arrivo del cavolo per me, un po' esplosivo", ha dichiarato l'ex campione d'Italia.

Un Giro strano

Per quanto riguarda la parte di Giro d'Italia ancora da affrontare, Nibali si è poi detto un po' preoccupato per le condizioni meteo che potrebbero costringere l'organizzazione a ridisegnare il percorso e a cancellare il passaggio su alcune grandi salite, soprattutto lo Stelvio e il Colle dell'Agnello. Secondo il campione della Trek, le incertezze sull'effettiva conferma di queste montagne potrebbero cambiare il copione tattico della corsa.

"Forse saremo portati ad essere più aggressivi nelle tappe che precedono le grandi salite", ha dichiarato Nibali, sottolineando anche le difficoltà nell'adattarsi a queste condizioni di freddo. "Abbiamo una percentuale di massa grassa molto bassa, coprirsi bene sarà indispensabile e alimentarsi", ha commentato.

Il campione della Trek ha individuato in Wilco Kelderman l'uomo più in forma del momento, un nome un po' inatteso alla vigilia, almeno in queste dimensioni. Ma Nibali ha ribadito che in questa stagione così particolare anche i valori del Giro possono portare a dei risultati inattesi. "È un Giro molto strano. Tutto è stato diverso in questa stagione, la programmazione è stata diversa e questo si sta ripercuotendo sulle corse a tappe", ha concluso il fuoriclasse messinese.

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