Dopo quattro ore e mezzo di corsa d’attesa, il Muro di Huy ha servito un finale mozzafiato e di livello stellare per questa 85° edizione della Freccia Vallone. La classica belga si è racchiusa interamente nell’ultimo chilometro di arrampicata al celebre muro con pendenze fino al 20%, dove Primoz Roglic ha aperto le ostilità. Il campione sloveno è sembrato lanciatissimo verso il successo, ma Julian Alaphilippe è riuscito a raggiungerlo e a dare una nuova accelerata negli ultimi cento metri, andando così a centrare il suo terzo trionfo in questa classica.

Freccia Vallone, anche Velasco e Rosa in fuga

La Freccia Vallone si è corsa oggi sul consueto percorso disegnato attorno al Muro di Huy, il suo spettacolare arrivo che la sovrasta anche a livello strategico. Come sempre, la corsa è rimasta bloccata, senza veri e propri attacchi, trasformandosi in una lunga attesa verso la sfida diretta tra i favoriti su questa celeberrima rampa.

Da segnalare che, purtroppo, non ha potuto prendere il via la UAE Emirates di Tadej Pogacar a causa di una falsa positività al Covid-19 di Ulissi e del team manager Gianetti. I due erano stati controllati lunedì risultando positivi, ma i nuovi tamponi effettuati successivamente hanno dato un esito negativo.

Non essendoci stati i tempi necessari per certificare la falsa positività, la squadra è stata però esclusa dalla corsa.

Nelle fasi iniziali si è formata al comando una fuga con due corridori italiani, Simone Velasco e Diego Rosa, insieme a Maurits Lammertink, Sander Armèe, Alex Howes, Louis Vervaeke, Julian Mertens e Sylvain Moniquet.

La caduta di Pidcock, la sfida Roglic – Alaphilippe

Le squadre dei favoriti hanno tenuto il controllo della corsa, che non si è accesa nei primi due passaggi sul Muro di Huy e neanche sulle altre 'cote' disseminate sul percorso. La fuga si è selezionata con il passare dei chilometri, lasciando alla fine il solo Lammertink al comando.

L’unica vera nota di cronaca delle fasi centrali è stata una caduta in cui è rimasto coinvolto Tom Pidcock, che però è ripartito prontamente nonostante qualche abrasione.

Sull’ultima cote, la Chemin des Gueses, Tim Wellens ha provato ad anticipare i favoriti con un attacco solitario, ma dopo lo scollinamento uno scatto di Carapaz ha riportato sul belga tutto il gruppo. Ormai in vista del Muro di Huy, anche Lammertink è stato immancabilmente raggiunto e la corsa ha vissuto così il suo prevedibile finale con il testa a testa tra i favoriti.

In uno dei tratti più ripidi dell’arrampicata al Muro, a circa 350 metri dall’arrivo, Primoz Roglic ha forzato i tempi riuscendo a guadagnare subito qualche decina di metri. Lo sloveno è sembrato andare a vincere, ma Julian Alaphilippe ha atteso un attimo prima di reagire, per poi dare una bella accelerata con a ruota Alejandro Valverde. Lo spagnolo ha però dovuto cedere sull’insistita azione del Campione del Mondo, che negli ultimi cento metri più facili ha trovato le energie per dare una nuova stoccata e compiere il sorpasso. In un finale mozzafiato, Alaphilippe è così andato a vincere la sua terza Freccia Vallone, con un ordine d’arrivo sontuoso che ha visto Roglic al secondo posto e l’eterno Valverde ancora terzo a 41 anni.

A seguire Woods, Barguil e Pidcock, che ha probabilmente pagato i postumi della caduta.

Da segnalare anche l’interessante 12° posto del 19enne britannico Ben Tulett, talento emergente della Alpecin Fenix. Per il Ciclismo italiano è stata invece una giornata anonima e del resto le aspettative non erano di alto livello. Il primo al traguardo è stato Sbaragli, al 25° posto, appena davanti a Finetto, mentre Aru ha concluso 41°, dietro anche a Conci e Rota.

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