Mathieu Van der Poel non è riuscito a confermarsi sul trono del Giro delle Fiandre, la classica dei muri che ha celebrato ieri 4 aprile la propria edizione numero 105. Il campione d’Olanda, vincitore nello scorso ottobre con uno sprint mozzafiato ai danni di Wout van Aert, è stato protagonista di una corsa all’arrembaggio, con una spettacolare serie di attacchi sui muri più impegnativi, ma non è riuscito a scrollarsi di dosso Kasper Asgreen.

Van der Poel è arrivato allo sprint finale da favoritissimo nei confronti del corridore danese, ma tra la sorpresa generale è stato sconfitto e si è dovuto accontentare della seconda piazza.

Nel dopo corsa il capitano della Alpecin Fenix non ha nascosto la sua delusione per questa mancata vittoria, ma ha reso pieno omaggio al vincitore con parole molto significative.

Van der Poel: ‘Ero al limite’

Mathieu Van der Poel sembrava lanciatissimo verso la seconda vittoria consecutiva nel Giro delle Fiandre che si è corso ieri. Dopo diversi attacchi il vincitore della Strade Bianche era riuscito ad eliminare anche il rivale di sempre, Wout van Aert, rimasto staccato sul muro dell’Oude Kwaremont.

L’unico a tenere testa agli affondi del campione d’Olanda è stato Kasper Asgreen, diventato l’uomo di riferimento della squadra Deceuninck Quickstep viste le difficoltà dell’iridato Julian Alaphilippe.

Asgreen ha destato una grande impressione durante la corsa, ma viste le sue caratteristiche tecniche non sembrava in grado di poter impensierire Van der Poel in una volata a due.

Invece il danese ha sfoderato uno sprint super ed è andato a vincere, mentre Van der Poel è apparso ormai stanco al termine di una corsa tutta condotta all’attacco.

Il fuoriclasse olandese ha raccontato nel dopo corsa di non aver commesso l’errore di sottovalutare Asgreen, ma di aver semplicemente perso da un corridore che si è rivelato più forte in questo Giro delle Fiandre.

“Sono deluso, ma lo posso accettare perché lui è stato più forte. Uno sprint dopo 260 km non è la stessa cosa di uno sprint dopo 200 km. Ero al limite”, ha dichiarato il vincitore della Strade Bianche, che durante la gara si era reso conto di dover controllare più Asgreen che Alaphilippe tra i tanti corridori potenzialmente vincenti dello squadrone Deceuninck. “Avevo visto sui muri quanto era forte, quando attaccavo era sempre il primo a rispondere”, ha spiegato Van der Poel.

‘Asgreen mi piace’

L’iridato di ciclocross ha raccontato di essere arrivato al finale di corsa un po’ stanco e di non essere riuscito a sprigionare la solita energia nella volata. “Di certo non ho pensato di avercela già fatta.

Allo sprint sono riuscito a spingere solo per cinque secondi, poi mi sono spento”, ha dichiarato Van der Poel, il quale ha apprezzato molto Kasper Asgreen non solo per la forza dimostrata ma soprattutto per lo spirito con cui ha affrontato la situazione tattica che si è creata in corsa.

Il corridore danese non ha mai fatto mancare la sua collaborazione nonostante sulla carta fosse inferiore in volata. “Asgreen è il meritato vincitore, non ha mai fatto problemi per tirare fino all’arrivo, questo la dice lunga. E’ uno che ha il coraggio di correre e di continuare fino alla fine, questo mi piace”, ha commentato Van der Poel.

Con questo Giro delle Fiandre il campione d’Olanda ha concluso questa breve ma intensa parentesi nel Ciclismo su strada che ha ritagliato tra la stagione del ciclismo e i prossimi impegni in mountain bike che lo porteranno verso le Olimpiadi di Tokyo.

Van der Poel ha tracciato un bilancio agrodolce, forte delle belle vittorie ottenute alla Strade Bianche e alla Tirreno Adriatico, ma anche di questo finale un po’ amaro. “Di sicuro poso essere orgoglioso delle corse che ho fatto dall’inizio della stagione ad ora, ma me ne vado un po’ deluso”, ha commentato il fuoriclasse olandese.

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