E’ una gara di inseguimento dai toni caldissimi quella che si sta svolgendo alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Il programma olimpico del Ciclismo su pista è scattato ieri ed ha offerto sorprese ed emozioni in queste prime due giornate, con tanti episodi particolari che hanno segnato l’inseguimento a squadre maschile. Nelle qualificazioni di ieri il quartetto della Danimarca ha segnato il miglior tempo, ma è stato oggetto di un’indagine dell’Uci dopo un reclamo presentato dalla Gran Bretagna e da altre nazionali.

Olimpiadi, il nastro incriminato

I quattro atleti della Danimarca, partiti con i favori del pronostico, si sono presentati al via con del nastro kiniesologico su entrambe le gambe.

Questo prodotto è un cerotto che viene applicato in caso di infortuni muscolari o infiammazioni. Il fatto che tutti e quattro i danesi siano partiti con il nastro su entrambe le gambe, nella parte anteriore, ha fatto chiaramente capire che lo scopo non era quello di risolvere un problema fisico. L’idea della Danimarca è stata infatti quella di utilizzare il nastro per migliorare l’efficienza aerodinamica, uno dei tanti accorgimenti che compongono la strategia del marginal gains, i tanti piccoli perfezionamenti che insieme producono un grande vantaggio.

Le altre squadre non hanno però accettato questa interpretazione del regolamento da parte dei danesi. Le regole impongono che i corridori non possano indossare accessori o capi d’abbigliamento non strettamente necessari, soprattutto se a scopo di migliorare l’aerodinamica.

La Gran Bretagna ha presentato un ricorso dopo la prova di qualificazione di ieri, in cui il quartetto danese ha fatto siglare il miglior tempo, ed altre nazionali hanno fatto altrettanto, chiedendo la squalifica dei danesi.

Park: ‘Chiara violazione del regolamento’

Il Direttore delle prestazioni della nazionale della Gran Bretagna, Stephen Park, è stato molto duro nei confronti della Danimarca.

“Durante la notte c’è stato un certo numero di squadre, tra cui noi, che hanno presentato un reclamo. Riteniamo che ci sia stata una chiara violazione del regolamento” ha dichiarato Park al giornale Daily Mail.

Il tecnico britannico ha raccontato che l‘Uci ha dato ragione a questo reclamo, ma che non ha preso provvedimenti concreti.

“Hanno iniziato l’incontro dicendo che i danesi hanno violato il regolamento. Se penso che dovrebbero essere squalificati? Credo che non ci sia alcuna alternativa. Le regole sono chiare, dicono che non si può applicare niente sulla pelle e per chi infrange la norma c’è l’eliminazione o la squalifica” ha spiegato Park, che nel reclamo presentato all’Uci ha fatto riferimento anche ad un capo di abbigliamento intimo con una trama aerodinamica che i danesi avrebbero indossato sotto la loro tuta.

L’Uci ha però deciso di non squalificare il quartetto della Danimarca, limitandosi ad una sanzione virtuale, un avvertimento, e a vietare l’utilizzo del nastro kiniesologico. Stamani, nel primo turno, la squadra danese si è presentata al via senza i nastri, ma la prova in cui è stata impegnata proprio contro la Gran Bretagna è stata ugualmente molto contestata.

I danesi hanno dominato la corsa e sono arrivati in scia all’ultimo britannico. Al momento di dover effettuare il sorpasso, il danese che guidava il trenino ha però clamorosamente tamponato il britannico, producendo una rovinosa caduta. Dopo una lunga attesa, la giuria ha deciso di assegnare la vittoria alla Danimarca per aver raggiunto gli avversari, anche senza completare il sorpasso. Domani, nella giornata conclusiva di questo torneo dell’inseguimento a squadre maschile, i danesi se la vedranno con l’Italia guidata da Filippo Ganna, che oggi ha sconfitto la Nuova Zelanda e stabilito il nuovo record del mondo.