Dopo un decennio d’assenza per problemi finanziari e organizzativi è ripresa oggi la storia del Giro del Veneto, una delle classiche più antiche e gloriose del ciclismo italiano. La corsa è rinata grazie all’impegno dell’ex campione Filippo Pozzato, che ha proposto un interessante progetto comprendente anche una granfondo per cicloamatori, una gara gravel e la nuova Veneto Classic, altra corsa in linea che domenica prossima chiuderà questa settimana di Ciclismo.

Ad aprire il programma è stata l’edizione numero 84 del Giro del Veneto. La corsa ha vissuto le fasi più movimentate nel circuito disegnato sui Colli Euganei, ma il lungo tratto finale in pianura ha favorito il rinfoltimento del gruppo.

La UAE ha cercato di approfittare della sua superiorità numerica e Trentin è riuscito a sganciarsi nelle battute conclusive, ma è stato poi battuto dal belga Xandro Meurisse.

Giro del Veneto, fuga a otto

Il nuovo Giro del Veneto ha proposto un percorso abbastanza breve, solo 168 km, con il via a Cittadella, il passaggio da Vicenza e un circuito sui Colli Euganei da percorrere due volte con la breve ma ripida salita di Roccolo. L’arrivo, dopo un tratto finale pianeggiante di una ventina di chilometri, è stato piazzato a Padova. La corsa è andata via con una fuga composta da otto corridori: Davide Bais (EOLO-Kometa), Luka Pajek (Hrinkow Advarics Cycleang), Simone Bevilacqua (Vini Zabù), Giacomo Garavaglia (Work Service Marchiol), Matteo Zurlo (Zalf Euromobil Fior), Niccolò Salvietti (Mg.k Vis VPM) Marco Grendene (Beltrami Tsa Tre Colli) e Matteo Baseggio (General Store Essegibi Curia).

Il gruppo ha controllato la situazione con la UAE e la Astana a presidiare a lungo le posizioni di testa, finchè la corsa si è accesa nel circuito comprendete la salita a Roccolo. La fuga iniziale è stata annullata e, dopo un breve tentativo di Francesco Gavazzi (EOLO-Kometa), il gruppo si è selezionato sulla rampa più dura.

La UAE ha lanciato all’attacco a ripetizione i suoi corridori, finchè Marc Hirschi ha scollinato la salita con il solo Alexey Lutsenko (Astana PremierTech).

UAE all’attacco, ma la Alpecin centra la vittoria numero 34

La discesa e la lunga pianura finale verso Padova hanno però cambiato completamente la corsa. Hirschi è caduto in discesa e Lutsenko si è poi visto raggiungere da diversi gruppetti inseguitori che hanno approfittato del piano per portare a termine l’inseguimento.

In testa si sono così raggruppati una trentina di uomini, tra cui anche il velocista Alberto Dainese, impegnato con la maglia della nazionale.

La UAE, forte di un organico superiore alle avversarie, ha cercato di approfittare della superiorità numerica mandando all’attacco Ulissi, Covi e Trentin. Quest’ultimo è riuscito infine a sganciarsi insieme a Xandro Meurisse (Alpecin Fenix) e Jhonatan Restrepo (Androni Sidermec).

Il gruppo non ha avuto una reazione pronta, anche perché Dainese è rimasto con due soli compagni, i giovani Colleoni e Piccolo, che non sono riusciti a dargli un sostegno decisivo.

Il terzetto è andato così a giocarsi la vittoria del Giro del Veneto allo sprint, ma con il gruppo in forte rimonta.

Trentin ha lanciato la sua volata, ma è stato rimontato facilmente da Xandro Meurisse che è andato a vincere, centrando il successo numero 34 nella magica stagione della Alpecin. A Trentin è rimasto l’ennesimo piazzamento di questa stagione, un altro secondo posto come alla Coppa Agostoni di due giorni fa. Restrepo è stato invece rimontato nel fiale dal gruppo e l’ultimo gradino del podio è andato così a Dainese, davanti a Consonni, Covi e Albanese.