Sarà la cronometro conclusiva di domani, 1° maggio, a decidere il Giro di Romandia. La corsa svizzera ha proposto nella giornata del 30 aprile la quarta tappa, la più difficile e anche l'ultima in linea. Il leader della classifica generale Rohan Dennis ha gestito ottimamente la corsa, grazie allo splendido lavoro dei compagni di squadra. L'australiano non ha subito particolari attacchi, anzi ha visto crollare uno degli avversari più esperti e pericolosi per il successo finale, Geraint Thomas. La tappa, molto bloccata tatticamente, si è risolta con una volata tra una ventina di corridori.

La Bora-hansgrohe ha messo a segno una bella doppietta con il successo di Sergio Higuita e la seconda piazza di Aleksandr Vlasov. Dennis ha mantenuto la sua maglia di leader e domani sarà l'uomo da battere nella cronoscalata finale, in una classifica che resta comunque molto corta e aperta a diverse soluzioni.

Romandia, fuga a dodici

La quarta e ultima frazione in linea del Giro di Romandia si presentava come il tappone di montagna della corsa elvetica, con la promessa di districare una classifica ancora tutta da decifrare.

La tappa è stata però meno battagliata del previsto, nonostante i cinque Gpm in programma, e non ha fatto grandi distacchi.

La Jumbo-Visma di Rohan Dennis ha imposto un controllo molto deciso sulla corsa, guidando il gruppo quasi ininterrottamente dall'inizio alla fine e portando a una lenta selezione naturale, senza attacchi e scatti veri e propri.

Nelle fasi iniziali si è formata al comando una fuga di dodici corridori, tutti lontani dai piani alti della classifica generale. Tra questi anche Ion Izagirre, James Knox, Quinten Hermans e Óscar Rodríguez.

La Jumbo ha subito iniziato il suo lavoro in testa al gruppo, che ha via via perso unità, ma arrivando ancora folto alla salita più impegnativa, quella di Grimentz, 6 km di ascesa al 7%.

Davanti sono rimasti i soli Ion Izagirre e Óscar RodrÍguez, ma anche i due spagnoli non hanno potuto resistere alla rincorsa del gruppo orchestrata sempre dai compagni di Dennis, e in particolar modo da Sepp Kuss. La salita di Grimentz è passata via con il solo attacco portato dal colombiano Einer Rubio, mentre gli avversari più diretti di Dennis sono rimasti tutti in attesa, perdendo l'occasione di guadagnare terreno sul corridore australiano in vista della crono conclusiva. Il ritmo della Jumbo è bastato però per mettere ko Geraint Thomas, rimasto staccato da un gruppo comprendente ancora più di venti corridori. Il gallese della Ineos è apparso appesantito e in grande difficoltà ed ha dovuto così dire addio alle speranze di bissare il successo dello scorso anno.

Doppietta Bora, Dennis sempre leader

Rubio ha scollinato la salita con una decina di secondi di vantaggio, difendendosi nella breve discesa successiva e nel falsopiano verso il traguardo di Zinal. Solo nelle battute finali il gruppo si è scosso, con un'accelerata della UAE per Juan Ayuso e poi con un rilancio di Luke Plapp. Il tentativo di Rubio è stato così annullato nelle ultime centinaia di metri e la corsa si è decisa in volata. I due corridori della Bora, Sergio Higuita e Aleksandr Vlasov, sono partiti ognuno da un lato della strada e sono andati a centrare la doppietta, con il colombiano davanti al russo. Ayuso si è preso un prezioso terzo posto con 4'' di abbuono, quindi sono arrivati O'Connor, Pinot e Woods.

Caruso ha ceduto nel finale, concludendo a 38'', mentre Thomas è arrivato a 1'20''.

La nuova classifica del Giro di Romandia vede Rohan Dennis ancora al comando con 15'' su Ayuso, 18'' su Vlasov, 25'' su O'Connor e 30'' su Plapp. La corsa terminerà domani con una cronoscalata. Dennis si presenterà al via da favorito, ma la classifica corta e la particolarità della prova lascia aperta la porta a tutte le soluzioni.