Pur con una corsa poco spumeggiante, Tadej Pogačar ha superato senza problemi anche la 19° tappa del Tour de France, l'ultima giornata sulle montagne, mettendo virtualmente il sigillo sulla sua quarta maglia gialla.
La corsa, con un tracciato di neanche cento chilometri, si è decisa sulla salita finale di La Plagne, seguendo delle dinamiche tattiche un po' particolari.
Pogačar ha cercato l'attacco, ma non è riuscito a staccare Vingegaard, che gli si è incollato a ruota senza mai rilanciare né collaborare. Questo marcamento ha favorito la fuga di Arensman, che ha vinto la tappa, mentre Vingegaard si è mosso solo per lo sprint finale, cogliendo un platonico secondo posto.
Nel dopo corsa, Pogačar si è detto sorpreso per l'atteggiamento tattico di alcune squadre, con un chiaro riferimento sia alla Decathlon che alla Visma. "Pensavo che Vingegaard volesse vincere" ha commentato la maglia gialla.
'Alcuni corridori pensano di fare uno sprint di 19 km'
Il corridore Tadej Pogačar non è riuscito ad aggiungere un'altra vittoria al già ricco bottino di quattro successi conquistato in questo Tour de France. Dopo aver visto sfuggire qualche occasione nei giorni scorsi, in cui ha sempre prevalso la fuga, il campione del mondo avrebbe voluto mettere un ulteriore sigillo alla sua maglia gialla, ma la dinamica di corsa non ha giocato a suo favore. Sulla salita finale, Pogačar è rimasto un po' troppo presto da solo e il marcamento stretto imposto da Vingegaard nei suoi confronti ha liberato una possibilità che Thymen Arensman ha colto con prontezza.
Pogačar ha criticato la strategia della Decathlon, che è passata al comando sulla salita finale imponendo un ritmo molto sostenuto per favorire il sorpasso di Gall ai danni di Roglic, in piena crisi dopo una fuga un po' avventata. "Stavamo andando bene sull'ultima salita, ma alcuni corridori pensano di poter fare uno sprint di 19 chilometri" ha commentato la maglia gialla con un chiaro riferimento ai compagni di Gall.
'Ero stanco al traguardo'
"La velocità era molto alta" ha aggiunto Pogačar, che ha perso gli ultimi compagni di squadra e non ha così potuto disegnare la corsa come avrebbe voluto. Pogačar si è detto anche spiazzato dall'atteggiamento così passivo di Vingegaard. "Pensavo anche che Jonas volesse vincere, ma è rimasto alla mia ruota" ha commentato il campione del mondo, spiegando di aver volutamente lasciato andare Arensman.
"Quando ha attaccato, ho deciso di non seguirlo. Ho scelto il mio ritmo difensivo. Ma sono contento che sia finita. Mancano due giorni a Parigi" ha dichiarato il fuoriclasse sloveno, che non è apparso troppo deluso per questa mancata vittoria. "Ero piuttosto stanco al traguardo. Gli ultimi tre giorni sono stati duri. È pur sempre il Tour de France, quindi dobbiamo rimanere concentrati" ha concluso Tadej Pogačar.