Le strategie e gli equilibri della corsa che in molti avevano immaginato alla vigilia della Vuelta Espana di ciclismo sono stati buttati all'aria già nella prima vera tappa di montagna. La UAE Emirates si era presentata al via della corsa forte di due potenziali uomini da podio, Joao Almeida e Juan Ayuso, indicando il portoghese come numero uno del team e lo spagnolo come secondo capitano. Con questa coppia, la UAE avrebbe dovuto cercare di limitare la prevista supremazia individuale di Jonas Vingegaard, il favorito numero uno alla vittoria finale.
Questo scenario, che sembrava il copione tattico chiave dell'intera Vuelta, si è sgonfiato a causa della crisi di Ayuso sulla salita di Andorra, dove la corsa è arrivata ieri, giovedì 28 agosto, per la sua sesta tappa. Lo spagnolo si è staccato presto e ha perso più di dieci minuti, finendo così fuori dai giochi per la classifica generale. Nel dopo corsa, Ayuso non è apparso particolarmente sorpreso o amareggiato per il risultato. "Non ero alla Vuelta Espana per puntare alla classifica", ha dichiarato lo spagnolo della UAE Emirates.
La crisi di Ayuso ad Andorra
Secondo i programmi di inizio stagione, Juan Ayuso non avrebbe neanche dovuto partecipare a questa Vuelta Espana. Lo spagnolo era il leader designato per il Giro d'Italia, corsa in cui ha vinto una tappa ma che per il resto non gli ha riservato particolari gioie.
Ayuso ha dovuto fare i conti con l'esplosione di Isaac Del Toro, che ha reso ancora più difficile la sua posizione nelle gerarchie interne alla squadra. Ayuso ha concluso il Giro con un ritiro, senza riuscire a competere per la classifica, e la squadra ha deciso di dargli un'altra opportunità inserendolo nella formazione per la Vuelta Espana. Il corridore era particolarmente atteso, ma al primo vero test è crollato, perdendo più di dieci minuti nella tappa di Andorra.
"Ho detto fin dal primo giorno che non ero qui per la classifica generale", ha dichiarato Ayuso al traguardo di Andorra.
'Non mi sento ancora bene'
Il corridore ha spiegato che questo risultato non è stato una sorpresa e che, nonostante la spinta dei media, non aveva particolari aspettative in ottica classifica generale.
"Sto migliorando sempre di più, ma non sono ancora abbastanza bravo per fare bene in salita. Ho dovuto continuare a provarci, ma non mi sento ancora bene", ha aggiunto Ayuso.
"Sapevo già che sarebbe stato difficile e che non mi sentivo al meglio. È normale che la gente si aspetti di più da me; sto facendo tutto il possibile. Non è stato come al Giro, quello è stato un duro colpo", ha commentato il corridore spagnolo, che si è detto pronto a mettersi al servizio dei compagni e soprattutto di Almeida, rimasto come l'unico leader della squadra. "Ora aiuterò la squadra a vincere questa Vuelta. João sta andando bene, questa è la cosa più importante. Io posso ancora lottare per una tappa", ha commentato Juan Ayuso.