Archiviata la Vuelta España, il ciclismo professionistico è ormai concentrato sull'ultimo grande evento della stagione: i Mondiali. La rassegna iridata vivrà un’edizione del tutto speciale, per la prima volta ospitata nel continente africano. Si corre in Ruanda, dal 21 al 28 settembre, prima con le prove a cronometro seguite da quelle in linea. La scelta dell'Uci di assegnare i Mondiali al Ruanda ha suscitato dubbi e critiche, sia per le difficoltà pratiche imposte dalla trasferta nel cuore dell'Africa, sia per l’opportunità di andare a correre in un Paese retto da un governo autoritario.
Sul piano tecnico, le corse si preannunciano molto impegnative. L'alta quota e l'elevato dislivello promettono gare selettive e adatte a corridori forti in salita. L'ex campione Tom Dumoulin è già in Ruanda nelle nuove vesti di opinionista e ha pedalato sul percorso della prova in linea élite che chiuderà la rassegna iridata il 28 settembre. Dumoulin ha confermato che il tracciato è molto duro, ma ha osservato che la salita più difficile, il Mur de Kigali, è molto lontana dal traguardo.
Dumoulin: 'Le discese sono ampie e dritte'
La corsa in linea élite maschile dei Mondiali di ciclismo si correrà domenica 28 settembre su un percorso di 267 chilometri, con oltre cinquemila metri di dislivello.
Si corre in quota, tra i 1.400 e i 1.700 metri di altitudine. Il tracciato prevede 17 giri di un circuito attorno a Kigali, con due brevi salite, una di 800 metri all'8% e una di 1.300 metri al 6%. La particolarità è che verso metà corsa ci sarà una variante a questo anello. Il decimo giro sarà allungato con il passaggio sulla salita di Mont Kigali, circa 6 km al 6,9% e del Mur de Kigali, uno strappo di appena 300 metri, ma con una pendenza al 15%.
Di ritorno dalla sua ricognizione, Tom Dumoulin ha confermato che "il percorso è davvero duro". L'ex campione ha notato che anche la particolare planimetria del percorso renderà la corsa senza respiro. "È praticamente una salita dopo l'altra. Non hai quasi mai un momento per riposarti, anche perché le discese sono piuttosto ampie e dritte.
Si scende rapidamente e poi si va subito di nuovo alla salita successiva", ha commentato Dumoulin.
'Nessun altro favorito se non Pogačar'
L'ex campione olandese ha pedalato anche sul circuito allungato che comprende il Mur de Kigali, spauracchio della corsa. "È un bene che il Mur de Kigali venga percorso solo una volta. È davvero duro, ma mi sarebbe piaciuto se fosse stato non così lontano dall'arrivo", ha analizzato Dumoulin.
Dumoulin ha studiato attentamente il finale della corsa, che prevede la Côte de Kimihurura, la salita di 1.300 metri del circuito, con il fondo in pavé. "Sarà un percorso davvero duro, ma lo trovo bellissimo", ha commentato Tom Dumoulin. "Le strade sono ottime, a parte il pavé.
La salita prima del traguardo è dura. Dopo, c'è un tratto pianeggiante, e poi l'ultimo chilometro è essenzialmente tutto in salita", ha spiegato l'ex corridore, che dopo questa ricognizione non ha avuto dubbi nell'indicare un solo favorito.
"Gli ultimi tre o quattro chilometri del percorso sono praticamente tutti in salita. Quindi deve essere sicuramente un buon scalatore, il corridore più forte del gruppo ha la garanzia di vincere qui. Non mi viene in mente nessun altro nome se non quello di Pogačar", ha dichiarato Tom Dumoulin.