Manca poco al Mondiale di ciclismo 2025 in Ruanda, e il commissario tecnico della Nazionale italiana Marco Villa, presente a Peccioli (Pisa) per la Coppa Sabatini, ha rilasciato in esclusiva a Blasting News alcune anticipazioni sui convocati, sulle sensazioni in vista dell’appuntamento iridato, e più in generale sulla condizione del ciclismo italiano. L’ex pistard azzurro, ora al timone della nazionale su strada, ha mostrato sicurezza nei propri uomini e ha voluto allontanare ogni idea di crisi profonda del movimento.

Ciccone e Pellizzari sono i leader: 'Non è una sorpresa'

Tra i punti fermi della Nazionale, Marco Villa non si nasconde e fa subito due nomi: Giulio Ciccone e Giulio Pellizzari.

“Non è che li scopro io, sono i due nomi che in questi giorni danno più risalto e sono certamente nella lista dei convocabili”.

Villa sottolinea anche un passaggio tecnico-organizzativo fondamentale: le limitazioni iniziali alle convocazioni sono state superate grazie al lavoro con la Federazione, aprendo la porta a una selezione più ampia e competitiva. “C’era qualche vincolo, ma per fortuna siamo riusciti a toglierlo. Questo mi ha semplificato il lavoro e ha allargato le possibilità di scelta”.

In un contesto internazionale sempre più equilibrato, Villa ritiene fondamentale mantenere l’ottimismo e la fiducia, partendo da chi guida la squadra: “Devo essere io il primo a crederci, e ci credo davvero in questi ragazzi”.

Villa: 'Non è crisi, ma il ciclismo è cambiato: oggi la torta è più grande'

Alla domanda sulla salute del ciclismo italiano, Villa risponde con equilibrio ma anche con un certo orgoglio. A chi parla di crisi, il CT risponde: “Difficoltà? Dipende da come si guardano le cose. Oggi ci sono molte più nazioni forti rispetto al passato. Il Messico, ad esempio, ora è competitivo: la torta va divisa in più fette, ma le fette per l’Italia ci sono sempre”.

Villa rivendica con forza i risultati ottenuti in questi anni, spesso dimenticati troppo in fretta: “Abbiamo vinto classiche con Colbrelli e Bettiol, sfiorato un Mondiale con Trentin, siamo stati protagonisti con Ciccone in più occasioni. Non stiamo parlando di decenni fa, ma di pochi anni”.

Il CT ricorda come Trentin fu vice campione del mondo nel 2019, battuto per pochi centimetri, e come l’Italia sia stata spesso nel vivo della corsa: “Eravamo lì, a 100 metri dalla vittoria. E questo conta”.

Villa cita anche gli ottimi risultati agli Europei e alla Tirreno-Adriatico, a testimonianza del fatto che il livello c’è e che l’Italia continua ad essere una nazione rilevante nel panorama internazionale.

Obiettivo Ruanda: 'Non saremo solo noi a studiare gli altri'

Guardando al prossimo Mondiale in Ruanda, Villa mostra grande determinazione. Per lui non è una gara in cui l’Italia deve sentirsi inferiore: “Faremo la nostra riunione tecnica e studieremo bene gli avversari. Ma sono sicuro che anche altre nazionali metteranno dei nomi italiani sul piatto da tenere d’occhio”.

L’Italia insomma non vuole essere trattata da underdog. Il CT azzurro sa bene che i favoriti sono altri, ma sottolinea che la Nazionale italiana ha le carte in regola per dire la sua. “Andiamo al Mondiale con ambizione e consapevolezza. Non sempre si vince, ma essere protagonisti è già un segnale importante. E lo saremo”.

Con un gruppo giovane e di talento, guidato da corridori in crescita e ormai abituati al confronto internazionale, l’Italia proverà a sorprendere su un tracciato che si preannuncia duro, tecnico e inedito.