Il progetto di Giulio Ciccone di imporsi come uomo da grandi corse a tappe è definitivamente tramontato alla fine di questa stagione 2025 del ciclismo professionistico. Il corridore abruzzese ha tentato in diverse occasioni di trasformarsi da cacciatore di tappe e Gpm a protagonista della classifica generale, ma senza mai raggiungere i risultati sperati. Nel 2025, Ciccone è stato respinto sia dal Giro d'Italia che dalla Vuelta Espana. Consapevole che questo approccio lo ha privato di molte opportunità per conquistare delle vittorie di tappa, il corridore della Lidl Trek ha annunciato di voler rinunciare all'idea di essere un uomo da classifica e di voler tornare alle origini, quando attaccava per andare in fuga a caccia di tappe.
"Dopo otto o nove giorni il mio corpo crolla, devo sfruttare le mie capacità" ha commentato Ciccone a Cycling Podcast.
Ciccone: 'Ho rinunciato alla classifica generale'
Nei primi anni di carriera, Giulio Ciccone si era distinto come scalatore aggressivo e istintivo, sempre all'attacco e alla ricerca della vittoria di tappa. Con il passare degli anni e l'approdo alla Lidl Trek, lo scalatore abruzzese ha cercato di trasformarsi in uomo da classifica generale dei grandi giri, adottando un atteggiamento più prudente. Il progetto non ha però dato i frutti sperati. Ciccone è spesso partito forte nelle corse a tappe a cui ha partecipato, ma è poi sempre uscito di scena dai piani alti della classifica, per flessioni fisiche, incidenti e problemi vari.
L'ultima occasione per tentare di diventare un corridore da grandi giri è stata la Vuelta Espana 2025, che ha però confermato quanto già visto in passato. Dopo un avvio convincente, Ciccone è andato in netto calo e non è riuscito nè a portare a casa un buon piazzamento in classifica nè a lottare per le vitorie di tappa. L'abruzzese ha così messo una croce sul suo progetto. "Ho rinunciato a essere un corridore da classifica generale" ha confermato Giulio Ciccone parlando a Cycling Podcast.
Il corridore della Lidl Trek ha dovuto obiettivamente trarre delle conclusioni dopo quanto avvenuto negli ultimi anni. "È un dato di fatto che spesso devo abbandonare le corse a tappe di tre settimane a causa di problemi fisici.
Dopo otto o nove giorni, il mio corpo crolla, è sempre stato così. Quindi, credo di dover sfruttare al meglio le mie capacità. E al momento, sono semplicemente più bravo nelle corse a tappe più brevi e nelle classiche" ha dichiarato Ciccone.
'Sogno la maglia rosa'
Giulio Ciccone tornerà quindi ad interpretare un ruolo simile a quello che aveva alle origini della sua carriera da professionista, il cacciatore di traguardi parziali, di tappe e classiche, di Gpm e maglie da indossare per qualche giornata. "Adoro vincere le corse. Alzare le braccia è diecimila volte meglio che puntare alla classifica generale. Se dovessi scegliere tra il secondo o il terzo posto in un Grande Giro o la maglia a pois, la scelta sarebbe facile" ha dichiarato Ciccone, che nonostante l'addio ai sogni di classifica ha ancora tra i suoi obiettivi la maglia rosa, almeno per una volta.
"Sogno di indossarla anche solo per un giorno" ha raccontato Giulio Ciccone.