È stata presentata oggi, alle ore 15, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, la Coppa Italia delle Regioni 2026. L’evento, intitolato “Sulle strade di Coppi e Bartali – Il ciclismo professionistico 2026”, è stato introdotto dai saluti del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e ha visto la partecipazione di importanti esponenti istituzionali e campioni del ciclismo.

Interventi istituzionali e campioni del ciclismo

Sono intervenuti Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, collegato in videodiretta, e Roberto Pella, Presidente della Lega del Ciclismo Professionistico.

Il dibattito ha visto la partecipazione di numerose leggende del ciclismo, tra cui Alessandro Ballan, Paolo Bettini, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, Maurizio Fondriest (anch’egli collegato in video), Francesco Moser, Vincenzo Nibali e Giuseppe Saronni. L’incontro è stato moderato da Giada Borgato e Alessandro Fabretti.

Finalità dell’iniziativa e valore territoriale

L’evento, promosso dalla Conferenza delle Regioni in collaborazione con la Lega del Ciclismo Professionistico, giunge alla sua terza edizione. L’iniziativa si propone di valorizzare i territori italiani attraverso il ciclismo, rafforzando il legame tra sport, storia e comunità locali.

La terza edizione: espansione e nuovi patrocini

La terza edizione della Coppa Italia delle Regioni, presentata oggi, si inserisce in un progetto avviato nel 2024 con l’obiettivo di promuovere le regioni italiane e sostenere le squadre professionistiche nazionali. L’edizione 2026 prevede un ampliamento del calendario delle gare, sia maschili che femminili, con una particolare attenzione all’espansione verso il Sud del Paese. Nuove regioni come Sicilia, Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Marche si aggiungono al circuito. Il numero delle regioni coinvolte aumenta significativamente, così come il numero dei Comuni interessati, che supera le mille unità. L’edizione 2026 vede inoltre un rafforzamento dei patrocini istituzionali, con l’inclusione del Ministero della Salute e del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, a testimonianza della dimensione sociale e internazionale del progetto.