Non c’è spazio per le briciole in questo Tour de France. Tadej Pogačar firma il poker e conquista la quattordicesima tappa con una nuova dimostrazione di superiorità assoluta. Sul traguardo di Le Markstein, lo stesso che tre anni fa lo vide vincere ma arrendersi a Jonas Vingegaard nella generale, lo sloveno in maglia gialla si prende una clamorosa rivincita sulla storia, staccando tutti sul Col du Haag e involandosi in un assolo regale.
Dietro di lui la corsa esplode: la Visma prova a fare saltare il banco con Vingegaard, ma il danese va in flessione nel finale e viene beffato dalla coppia terribile formata da Paul Seixas e Isaac Del Toro.
Si difende con le unghie Remco Evenepoel, mentre crolla Tom Pidcock.
Corsa subito viva: la trappola Pidcock e la fuga di qualità
La frazione odierna proponeva un menù durissimo su e giù per i Vosgi, con il Grand Ballon, il Ballon d'Alsace e le dure pendenze del Col du Haag prima degli ultimi 6 km di saliscendi verso il traguardo. La miccia si accende sin dai primi chilometri con una serie infinita di scatti che porta al comando un plotone di circa trenta corridori.
Tra di loro c'è nuovamente Tom Pidcock, risalito ieri fino al quarto posto in classifica generale. La presenza del britannico, comprensibilmente, spaventa sia il gruppo che i compagni di fuga. Capendo che Pidcock avrebbe tolto spazio all'azione, un drappello di big decide di sbarazzarsi di lui: evadono così Richard Carapaz, Ben Healy, Valentin Paret-Peintre, Einer Rubio e i fratelli Johannessen.
Dietro, la UAE Team Emirates neutralizza il gruppo Pidcock e si mette a tirare con una costanza impressionante, palesando fin da subito le mire di Pogačar sulla vittoria di tappa.
Vingegaard ci prova, Pogačar apre il gas
Sulla salita finale del Col du Haag, Carapaz dimostra di avere una marcia in più e stacca tutti i compagni di fuga. In gruppo, però, il ritmo si alza vertiginosamente: al lavoro della UAE si aggiunge la continuità di Decathlon e Visma-Lease a Bike.
È proprio Jonas Vingegaard a prendere in mano la situazione, imprimendo un ritmo forte e costante che fa letteralmente strage di big. Cedono in sequenza Skjelmose, Lenny Martinez e, poco dopo, anche Remco Evenepoel. Pogačar, sornione, rimane a ruota del rivale fino a un chilometro e mezzo dalla vetta.
Lì, il fulmine: lo sloveno decide di aprire il gas, si alza sui pedali e fa immediatamente il vuoto. Vingegaard tenta una reazione disperata, ma finisce la salita in netta flessione.
Il capolavoro UAE e la beffa a Vingegaard: Evenepoel limita i danni
Mentre Pogačar spiana gli ultimi 6 km di saliscendi verso Le Markstein, dietro la situazione si ribalta. Un monumentale Paul Seixas riaggancia Vingegaard in salita, mentre Isaac Del Toro, apparso inizialmente in difficoltà lungo l'ascesa, trova una reazione d'orgoglio straordinaria e si riporta sul duo subito dopo lo scollinamento.
Pogačar taglia il traguardo a braccia alzate celebrando la quarta perla di questo Tour. Dietro è doppietta UAE, con Del Toro e Seixas che anticipano Vingegaard nello sprint ristretto a 38'' dal vincitore.
Il danese chiude quarto a 44'', braccato da un fantastico Remco Evenepoel, autore della solita splendida rimonta nel finale super veloce. Il belga taglia il traguardo quasi in scia a Vingegaard, accompagnato da Juan Ayuso e Florian Lipowitz. Giornata da dimenticare invece per Pidcock, che al traguardo accusa un ritardo superiore ai tre minuti.
La classifica si accorcia dietro al Re
Se Tadej Pogačar sembra ormai navigare verso un trionfo inattaccabile, alle sue spalle la lotta per il podio si fa incandescente ed estremamente spettacolare. Vingegaard non riesce a fare il vuoto come sperato, e adesso Evenepoel sente sul collo il fiato di una nuova e agguerrita generazione di scalatori composta da Seixas, Ayuso, Lipowitz e Del Toro. I Vosgi hanno emesso i loro verdetti: il Tour è più vivo che mai.