Novak Djokovic ha annunciato il suo addio alla Professional Tennis Players Association (PTPA), il sindacato dei giocatori che aveva co-fondato nel 2020 insieme al canadese Vasek Pospisil. La decisione è stata comunicata tramite un post sul suo account X, nel quale ha espresso “preoccupazioni persistenti sulla trasparenza, la governance e il modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate”.

Le motivazioni della decisione

Djokovic ha spiegato che, dopo un'attenta riflessione, ha deciso di ritirarsi completamente dall’associazione.

Ha sottolineato di essere orgoglioso della visione condivisa con Pospisil al momento della fondazione della PTPA, volta a dare ai giocatori una voce più forte e indipendente. Tuttavia, ha aggiunto, “i miei valori e il mio approccio non sono più allineati con l’attuale orientamento dell’organizzazione”.

I prossimi impegni

Il campione, vincitore di 24 titoli del Grande Slam, ha dichiarato che continuerà a concentrarsi sul tennis, sulla famiglia e sul suo contributo allo sport, in modo coerente con i suoi principi e la sua integrità. Ha inoltre annunciato la sua partecipazione al torneo ATP 250 di Adelaide (12-17 gennaio) in preparazione all’Australian Open (18 gennaio-1 febbraio).

La causa legale della PTPA

Nel marzo 2025, la PTPA aveva avviato un'azione legale contro ATP, WTA, Federazione Internazionale di Tennis e Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis, denunciando un sistema corrotto, pratiche abusive e un calendario insostenibile con tornei programmati undici mesi su dodici. Djokovic non era tra i querelanti, avendo affermato di voler lasciare spazio ad altri giocatori.