Zbigniew Boniek, ex attaccante di Juventus e Roma e attuale vicepresidente della Uefa, ha espresso la sua opinione sul nuovo formato del Mondiale: “Onestamente non sono favorevole al Mondiale a 48 squadre, sono troppe. Non aumenterà la qualità del gioco”. L’intervento è avvenuto durante la trasmissione Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1.

Le ragioni del dissenso

Boniek ha motivato il suo dissenso sottolineando che l’allargamento del torneo non favorisce l’Europa: “Ora è più difficile qualificarsi al Mondiale che uscire dal girone. Questo aumento ha fatto sì che il continente che ha sofferto di più è l’Europa: abbiamo ricevuto solo tre posti in più, un incremento marginale rispetto agli altri.

È una questione politica, di soldi. Più partecipanti vuol dire più ricavi pubblicitari e più diritti tv”.

Qualificazioni di Italia e Polonia

Riguardo alle qualificazioni per Usa‑Messico‑Canada 2026, Boniek si è detto ottimista per l’Italia: “Non riesco a immaginare che l’Italia non vinca contro l’Irlanda del Nord in casa. In teoria, il problema è la seconda partita: partita secca fuori casa contro Galles o Bosnia può essere pericolosa. Auguro a Gattuso e a tutta la squadra azzurra di qualificarsi ai Mondiali, anche perché ho dei nipotini che giocano a calcio, sono tifosi della Nazionale italiana e vogliono vedere gli azzurri ai Mondiali. Non andare ai Mondiali è un danno soprattutto per i bambini, che vogliono sognare”.

Per la Polonia, Boniek ha aggiunto: “Abbiamo due partite equilibrate e difficili: prima Albania in casa, poi eventualmente contro una tra Svezia e Ucraina in trasferta. In teoria siamo favoriti, come l’Italia”.

Il formato a 48 squadre, che sarà adottato per il Mondiale 2026, è stato oggetto di critiche da parte di diverse istituzioni calcistiche europee. La European Club Association e alcuni club hanno definito il numero di partite “inaccettabile”, sostenendo che la decisione risponde più a logiche politiche che sportive. Anche Javier Tebas, presidente della Liga spagnola, ha condiviso questa visione, affermando che l’espansione è stata voluta da Gianni Infantino per mantenere promesse elettorali, a discapito della qualità del torneo.