Ben Shelton ha commentato la sconfitta nei quarti di finale degli Australian Open 2026 contro Jannik Sinner, evidenziando i punti chiave che hanno fatto la differenza e il percorso di crescita che lo sta portando sempre più vicino ai migliori del circuito.

Analisi della partita

“Sinner ha risposto molto bene ed è stato molto solido al servizio. L’aspetto in cui c’è stata una grande differenza è stata la risposta alle seconde di servizio. Credo che per me sia stato un calo rispetto a quello che ho fatto nel resto del torneo”, ha spiegato Shelton. “Quello era un aspetto su cui dovevo migliorare.

Penso di aver giocato bene da fondocampo, ho giocato bene a rete e ho servito in maniera ottima. Devo solo continuare a migliorare la precisione della mia prima in battuta, e curare la seconda, per quanto ho detto”.

Consapevolezza e crescita personale

Nonostante l’eliminazione, Shelton ha mostrato fiducia nel proprio percorso: “Il mio livello è migliorato, sto migliorando sempre di più e sto diventando molto meno limitato. Credo che questo gioco richieda tempo e che i risultati non arrivino sempre quando li vuoi. Sto arrivando al punto in cui, in genere, le sfide più grandi del gioco mi fermano, e penso davvero di essere vicino a mettere insieme tutto. Non sono certo scoraggiato da una prestazione come questa, ma devo capire cosa posso fare, invece di rimanere indietro.

Quindi, per me, penso che sia una questione di tempo e di lavoro perché non sono ancora completo”.

Riflettendo sul confronto con la versione di sé stesso di dodici mesi fa, ha aggiunto: “Sono diventato molto più professionale nel modo in cui faccio le cose, nel modo in cui mi alleno, mi preparo per una partita, nella mia routine quotidiana, nel numero di partite che guardo, nella concentrazione durante un torneo. È stato un grande cambiamento per me ed è qualcosa su cui devo continuare a evolvermi. Ma in termini di gioco, sento di essere un tennista diverso rispetto a 12 mesi fa. Ho avuto la sensazione che quando ho giocato contro Jannik qui l’anno scorso, le condizioni fossero molto migliori per me, e il mio livello è calato rapidamente in quella partita, e gli ultimi due set di quel confronto non sono affatto competitivi”.

Obiettivi tecnici per il futuro

Infine, Shelton ha indicato le aree su cui concentrarsi per mettere in difficoltà avversari del calibro di Sinner: “Penso che avrei dovuto essere un po’ più aggressivo e avere più determinazione nel mio secondo servizio. Credo che, come altri giocatori, mi accontento di mettere la palla in gioco e di dover correre un po’ sul primo colpo, per poi tornare in posizione neutra o passare all’attacco. Ma contro un giocatore che ha la capacità di vincere il punto al primo colpo come lui, avevo bisogno di essere molto più bravo e di avere più determinazione nel rispondere alla seconda di servizio, qualcosa che sentivo che lui aveva contro di me. È stato in grado di mettermi in posizioni scomode e di andare all’attacco diverse volte con la mia seconda”.

Il contesto del match

Il confronto tra Shelton e Sinner si è concluso con un netto 6‑3, 6‑4, 6‑4 in favore del tennista italiano, che ha confermato la sua superiorità in termini di solidità e consistenza. La partita ha messo in luce la differenza nella gestione delle seconde di servizio e nella capacità di mantenere il ritmo nei momenti decisivi, elementi che Sinner ha saputo sfruttare con maggiore efficacia.