Jamie Murray, fratello di Andy e commentatore per TNT Sports, ha espresso forte scetticismo riguardo alle dichiarazioni di Darren Cahill, coach di Jannik Sinner, sulla programmazione del match dell'atleta agli Australian Open. Secondo Cahill, non sarebbe stata avanzata alcuna richiesta di spostamento in sessione serale, ma Murray nutre seri dubbi.

Le dichiarazioni di Darren Cahill

Darren Cahill, intervenuto ai microfoni di ESPN, ha spiegato che, a seguito del ritiro di Jakub Mensik contro Novak Djokovic, a Sinner era stata offerta la possibilità di giocare in sessione serale sulla Rod Laver Arena.

Tuttavia, ha precisato il coach, il numero due del mondo si sarebbe dichiarato soddisfatto del programma già stabilito, essendo consapevole che il suo incontro non sarebbe iniziato prima delle 18. Di conseguenza, ha preferito mantenere la collocazione sulla Margaret Court Arena.

La reazione di Jamie Murray

Jamie Murray ha reagito con incredulità alle parole di Cahill: “Non riesco a crederci. Non c’è modo che, dopo quello che ha passato nell’ultima partita, non volesse giocare il più tardi possibile… Personalmente non ci credo, anche se ovviamente potrei sbagliarmi. Non sto dicendo che sia sbagliato; è assolutamente nel suo diritto chiedere di giocare più tardi o più presto, come fanno tutti gli altri giocatori.

Semplicemente, non credo che dopo quello che ha passato non abbia pensato a quando sarebbe stato il suo match successivo.”

Il contesto della controversia

La discussione è sorta in seguito al match del terzo turno contro Eliot Spizzirri, durante il quale Sinner ha accusato crampi e ha dovuto affrontare condizioni di caldo estremo. Cahill ha definito la prestazione del suo allievo “straordinaria” e ha sottolineato come la chiusura del tetto sia avvenuta in un momento previsto, offrendo al giocatore una pausa utile. Ciononostante, la decisione di non richiedere una sessione serale per il match successivo ha sollevato interrogativi, come quelli sollevati da Murray.

Ulteriori dettagli

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Cahill ha ribadito che la chiusura del tetto era attesa e che il team non ha avanzato richieste per la sessione serale: “Non siamo stati noi a chiedere di giocare in sessione serale… Ma lui era piuttosto soddisfatto del programma quando ne è venuto a conoscenza, quindi ci siamo attenuti a esso.”

La Gazzetta dello Sport conferma questa versione, evidenziando che Sinner era consapevole di non iniziare prima delle 18 e che non ha presentato richieste di modifica.

In sintesi, mentre Cahill difende la scelta come coerente con le preferenze del giocatore, Jamie Murray solleva dubbi legittimi sul fatto che, dopo una prova così faticosa, non si sia cercato un orario più favorevole.