Il ritiro di Simon Yates è stata la notizia più sorprendente di questo inizio di 2026 del ciclismo professionistico. Dopo aver già partecipato la primo ritiro prestagionale, con un contratto già firmato con la Visma - Lease a Bike, Yates ha annunciato improvvisamente il suo adddio al ciclismo. L'ex campione Tom Dumoulin ha commentato la scelta di Yates in un'intervista al giornale El Pais, spiegando di capire perfettamente lo stato d'animo del britannico.

'Le richieste del ciclismo sono brutali'

Dumoulin, che comprende bene le complessità della vita da ciclista – avendo egli stesso annunciato il proprio ritiro all'inizio della stagione 2021 – ha condiviso il peso emotivo che comporta una carriera così intensa e faticosa, soprattutto in un top team rigido come la Visma.

"Capisco perfettamente Yates perché mi sono trovato nella sua stessa situazione", ha dichiarato Dumoulin, sottolineando come il ciclismo sia uno degli sport più esigenti al mondo.

"Le richieste sono brutali. Ci sono corridori che riescono a gestirle, ma altri, pur essendo forti, hanno un’idea chiara dei loro limiti."

Mentre Dumoulin ha avuto la forza di tornare alle competizioni, riuscendo a conquistare la medaglia d’argento nella cronometro alle Olimpiadi di Tokyo 2021, il suo ritiro definitivo nel 2022 ha segnato per lui l'inizio di una nuova vita. Ha confessato di aver lottato per liberarsi dalle pressioni che la vita da ciclista comportava anche dopo aver abbandonato le competizioni.

"Per anni, ho avuto la sensazione di non avere il controllo della mia carriera.

Questo significava non poter gestire neanche la mia vita", ha rivelato. Dumoulin ha descritto la vita da ciclista come opprimente, dove ogni aspetto della sua esistenza era programmato e definito da altre persone. "Mi sentivo sottomesso ai bisogni e ai desideri di sponsor, tifosi, squadra e allenatori", ha detto, aggiungendo che nessuno sembrava preoccuparsi del suo benessere psicologico. Questa pressione ha avuto un costo alto; ha iniziato a provare sentimenti di ansia e depressione, arrivando persino a odiare lo sport che un tempo amava.

'Alla Visma se un giorno non ti alleni perchè non stati bene nascono delle discussioni'

Il ciclista olandese ha avuto il suo periodo di maggior successo con la Sunweb, ora Picnic-PostNL, prima di passare alla Jumbo-Visma per la stagione 2020.

Tuttavia, la struttura rigida e analitica del team olandese ha contribuito a creare un ambiente pesante e soffocante. "Visma è il team più professionale e avanzato al mondo, anche più della UAE di Pogacar. Ma questa ossessione per i dettagli può far sentire i ciclisti in gabbia", ha spiegato Dumoulin.

Dumoulin si è chiesto se la gestione della Visma - Lease a Bike possa aver influito sulla scelta del britannico. "Se un giorno non ti senti bene e decidi di saltare un allenamento, ci possono essere molte discussioni interne. Alla Jayco, potrebbe aver avuto maggiore libertà di allenarsi secondo il proprio ritmo, mentre a Visma tutto è più impegnativo", ha osservato.

La decisione di Simon Yates di ritirarsi lascia una domanda aperta nel panorama del ciclismo: come possono le squadre garantire il benessere fisico e mentale dei propri atleti? Dumoulin spera che la sua storia e quella di Yates possano servire da monito, affinché si presti attenzione non solo alle prestazioni sportive, ma anche alla salute mentale dei corridori.